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Coronavirus, vicino nuovo lockdown. Modello matematico: “1000 casi al giorno entro agosto e 1.500 a settembre”

I dati mostrano una crescita che porterà a 1.000 contagi giornalieri entro agosto e a 1. I numeri delle ultime sono preoccupanti non  tanto per la situazione attuale, ancora relativamente sotto controllo, quanto per quello che potrebbe accadere di qui al mese di settembre. Lo afferma  Flavio Tonelli, professore di Simulazione dei sistemi complessi all’università di Genova. Quest’ultimo ha elaborato un modello matematico che prende in considerazione l’epidemia da coronavirus in Italia e la sua conseguente evoluzione, per evitare un nuovo lockdown.

Previsione: “1000 casi al giorno entro agosto e 1.500 a settembre”

In base a questo modello, con i dati attuali (nel giorno di Ferragosto si sono superati i 600 contagi in 24 ore), c’è il rischio di prevedere circa mille contagi giornalieri alla fine del mese di agosto e 1500 contagi al giorno nel mese di settembre. Numeri che l’Italia non può permettersi e che agiterebbero lo spettro di un nuovo lockdown nel periodo autunnale.

Tuttavia, ci sarebbero delle differenze rispetto alle osservazioni che sono state fatte a marzo e ad aprile. L’indice di contagio Rt, al momento, è molto più basso di quattro mesi fa e ciò permette alla malattia di espandersi in maniera molto più lenta – e quindi più facilmente controllabile – dei periodi più acuti della pandemia. Almeno è quello che sta succedendo in Italia, mentre nel resto del pianeta la situazione resta critica anche sotto questo punto di vista.

Rischio di un nuovo lockdown

Per gli studiosi questa fase rappresenterebbe quell’innesco che – nel caso della prima ondata – era passato sotto silenzio, dal momento che non si conosceva ancora la malattia e che non si era perfettamente consapevoli di quello che sarebbe potuto accadere. Ecco l’altro vantaggio che abbiamo in questo momento: avere una conoscenza del nemico più approfondita che, in teoria, ci può permettere di fare ciò che non era stato fatto a dicembre-gennaio. Bloccare, cioè, la seconda ondata sul nascere con misure di contenimento adeguate.

In ogni caso, sempre secondo gli studiosi, siamo già in una situazione in cui è opportuno allarmarsi: occorre garantire rapidità nel tracciamento dei contagi e nella realizzazione dei test, isolando i possibili cluster che si verranno a creare. La sensazione è che, nonostante l’esperienza, si agisca ancora troppo in ritardo nel trattamento.