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Covid-19, Andrea Catena: serve un tavolo permanente con parti sociali per gestire l’emergenza

L’Aquila. Attività essenziali, Andrea Catena (PD Abruzzo), “Regione integri accordo nazionale, serve tavolo permanente con parti sociali per gestire emergenza”.

“In queste ore è stato raggiunto un importante accordo tra il Governo e le parti sociali per la definizione delle attività essenziali, che sulla base del Dpcm ‘Chiudi Italia’ pubblicato in Gazzetta Ufficiale lunedì scorso resteranno aperte, mentre le altre dovranno sospendere la produzione e ricorrere agli strumenti di ammortizzazione sociale previsti”, lo ha dichiarato per conto del Partito Democratico abruzzese Andrea Catena.

“È un accordo importante a tutela dei lavoratori, per contrastare il Covid19 e mettere in sicurezza la nostra economia, che dovrà ripartire prima possibile, garantendo il diritto alla salute per tutti”, ha spiegato Catena. “Ora è a livello territoriale che devono essere definite le attività ricomprese nelle filiere essenziali per assistere la popolazione e le filiere non essenziali, superando tensioni sociali non utili in questo momento così drammatico per i nostri territori. La Regione dispone di risorse e strumenti per integrare ciò che sarà fatto dallo Stato e proteggere attraverso la cassa integrazione in deroga le attività che non sono essenziali e quelle attività che comunque saranno messe in difficoltà dalla stretta economica. La Regione Lazio oggi ha annunciato un’intesa con le parti sociali per la gestione dell’emergenza economica, la chiusura temporanea delle attività non essenziali e il ricorso alla cassa integrazione. Torniamo a sollecitare la Giunta Regionale ad evitare logiche autoreferenziali, per stabilire in tempi rapidi un tavolo permanente con le parti sociali per gestire l’emergenza, per sostenere con gli ammortizzatori sociali le attività costrette a sospendere, per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori che con sacrificio stanno assicurando beni e servizi essenziali, a partire dai medici e dal personale sanitario, per condividere le misure di rilancio attuabili a livello regionale”.