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Covid, Marsilio: non si poteva aspettare, due giorni decisivi per l’economia regionale

L’Aquila.  “Magari c’è qualche sceriffo rosso scatenato, in giro per pelletterie o negozi di abbigliamento, a cercare chi si è contagiato per colpa mia”: così il presidente dell’Abruzzo Marco Marsilio, in un’intervista a ‘Il Messaggero’ in cui parla di “toni intimidatori e minacciosi” dopo la diffida ricevuta dai
ministri Boccia e Speranza che ipotizzano responsabilità penali per l’ordinanza con cui il governatore ha fatto uscire la regione dalla zona rossa con due giorni d’anticipo.

“Se passasse questo principio – sottolinea – qualcuno mi dovrebbe dire di chi sono le responsabilità penali di tutti gli altri contagiati. I nostri legali stanno valutando il tono, il merito e la misura della risposta”. “Non sono due giorni qualsiasi. Sono decisivi per la vita economica del Paese. Sto discutendo da una settimana con il ministro Speranza in vista di questa scadenza. Sindaci e commercianti mi stanno ringraziando”, dichiara Marsilio.

“La regola dei 21 giorni per uscire dalla zona rossa si è creata per prassi, per norme che si sono stratificate in più provvedimenti, ma non trova formulazione univoca in una legge. Si può entrare in 48 ore e lo condivido se c’è urgenza, tanto che l’ho fatto. Con la stessa aderenza ai dati reali si deve fare altrettanto per uscire, magari non in 48 ore. Siamo esattamente nella media nazionale, addirittura meglio di alcune in giallo e pensiamo che la cura è durata a sufficienza, altrimenti si ammazza il paziente”, sottolinea Marsilio. “E’ eccessivo dover scontare la pena senza pietà”, conclude