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Covid, parla l’esperto: misura carica virale per contenere diffusione, aiuterebbe a individuare i casi contagiosi

La misura della carica virale potrebbe aiutare a contenere la diffusione del nuovo coronavirus, individuando le persone più contagiose: lo rileva il presidente della Società scientifica mondiale di anestesia, Quirino Piacevoli. “In questa seconda ondata – ha osservato – accade che tutti sono considerati malati, ma il globale dei contagiati non corrisponde alla realtà dei casi”.

I test attualmente non dicono infatti quale sia la carica virale e la conseguenza, secondo Piacevoli, è che “molte persone che diamo per positive sono in realtà persone che portano solo frammenti del virus e che non hanno alcun potere infettante, altrimenti – rileva – non si spiegherebbe perché nelle famiglie nelle quali alcuni hanno l’infezione e altri no: è evidente che tutto dipende dalla carica virale”. Secondo l’esperto sta accadendo per la Covid-19 quello che è avvenuto in passato per l’epatite C: “adesso per l’epatite C si fa un test sierologico molto preciso e se la concentrazione del virus è considerata non infettante non si fanno terapie: si prende in cura solo il malato che ha una carica virale che si sa per certo essere contagiosa”. Attualmente, però, “questo con si può fare con la pandemia di Covid-19”.