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Covid19, D’Alberto non riapre seconde e terze medie a Teramo, 18 sindaci centrodestra: sue dimissioni da Anci

Teramo. La decisione del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto di non riaprire le seconde e terze medie, in attesa di un provvedimento del Governo nazionale, non è andata giù al centrodestra teramano che in una nota firmata da diciotto tra sindaci e vice sindaci ne ha chiesto le dimissioni da paresidente dell’Anci Abruzzo.

“Il sindaco di Teramo, nonché presidente Anci, Gianguido D’Alberto ha stabilito, in maniera assolutamente isolata e non condivisa con gli altri primi cittadini del territorio, di non far rientrare in aula gli studenti delle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado del capoluogo, – scrivono gli amministratori comunali – lasciando dunque oltre mille alunni a casa con la didattica a distanza. Una decisione non seguita da nessun altro Comune del teramano, in cui tutti gli studenti stanno seguendo le lezioni in presenza, in ottemperanza all’ordinanza del Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio”. Una decisione che i colleghi di D’Alberto giudicano molto grave in quanto il primo cittadino di Teramo non avrebbe condiviso con loro le motivazioni alla base di tale scelta. E questo nonostante il confronto avuto da D’Alberto “con gli uffici sovracomunali, cosa che ha potuto fare come rappresentante dell’Anci e quindi grazie a tutti noi, salvo poi non condividerne i contenuti e gli esiti, poiché forse immaginava il disaccordo degli altri amministratori, come dimostrano i fatti: D’Alberto è stato l’unico sindaco della Regione ad aver chiuso le scuole”.

Da qui la richiesta delle sue dimissioni dalla presidenza dell’Anci. A firmare la lettera sono stati i sindaci di Atri, Ancarano, Campli, Castel Castagna, Colledara, Colonnella, Corropoli, Giulianova, Montefino, Montorio, Morro D’Oro, Nereto, Penna Sant’Andrea, Pietracamela, Tortoreto e Torricella Sicura e i vice sindaco di Notaresco e Silvi.