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Crisi idrica nel pescarese e nel chietino, Aca pensa a incarichi ma siccità non risolta

L'allarme di Blasioli (Pd): "serve operazione trasparenza"

Pescara. Sulla crisi idrica che ha visto anche negli ultimi giorni delle riduzioni o interruzioni parziali dell’erogazione di acqua corrente interviene il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli che critica la politica dei vertici dell’Aca di Pescara. “Da mesi 110mila famiglie di 22 comuni del pescarese e del chietino sono costrette a fare i conti e convivere con la crisi idrica e i disagi per la mancanza d’acqua mentre il Cda pensa agli incarichi alleluia. Nonostante l’estate sia conclusa, da mesi continuano i problemi e noi ci sentiamo rispondere – spiega il consigliere regionale del Pd – che il problema è la siccità. Noi crediamo che non sia solo questo il problema ma anche un problema di acqua che va persa per cui oggi vogliamo, con una operazione trasparenza chiedere ad Aca quanta acqua si disperde fra la sorgente e la rete di distribuzione e quanta nella rete di distribuzione”.

“I dati Istat dicono che nella rete idrica di Pescara se ne perde fra il 45% e il 50% per cui noi vogliamo oggi sapere quali azioni sono state messe in atto per fronteggiare questa situazione perché”, spiega ancora Blasioli, “dalla lettura di alcuni atti di cui siamo venuti in possesso, ovvero dei lavori del Cda, abbiamo visto che non è stata presa in considerazione la risoluzione di questa emergenza, guardando ad altro. Aca pensa agli incarichi e alle persone che verranno assunte. Il verbale invece dimostra nero su bianco che c’è una grande crisi di liquidità per quanto riguarda il secondo trimestre, dovuto alla pandemia e nel terzo trimestre con una previsione nefasta per il problema della siccità, e in questa situazione l’Aca delibera di sottoporre ai sindaci il raddoppio delle figure di direttore generale da uno a due, concorsi per dirigenti e la permanenza oltre i limiti di legge di una figura professionale, un ingegnere di 67 anni. che si occupa delle gare e che il Cda nella stessa seduta ritiene infungibile benché ci siano negli organici altri professionisti che possono ricoprire lo stesso incarico”.