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Crisi idrica nel teramano: tracce di toluene nell’acqua, sotto accusa i laboratori del Gran Sasso

Teramo. La crisi idrica nel teramano potrebbe essere stata innescata di nuovo dallo sversamento di sostanze nocive provenienti dalle attività svolte dal laboratorio di fisica nucleare, che potrebbero essere finite direttamente e nuovamente nell’acqua che arriva nelle case del teramano. Qualcuno punta il dito sui lavori di manutenzione del traforo effettuati il 3 e 4 maggio da autostrada dei Parchi.

L’acqua, secondo i testimoni, emanava un odore molto forte ed era torbida. Le analisi hanno rilevato tracce di toluene, sostanza impiegata come sostituto del benzene sia come reattivo che come solvente. Come tale viene impiegato per sciogliere resine, grassi, oli, vernici, colle, coloranti e molti altri composti. È la materia prima di partenza per la sintesi del 2,4,6-trinitrotoluene (l’esplosivo noto anche come tritolo o TNT), nonché di molti altri composti chimici tra i quali l’acido benzoico (usato come conservante), il fenolo, il benzene, il caprolattame e la saccarina (secondo il metodo Remsen-Fahlberg). Viene altresì usato come mezzo di contrasto in microscopia.

Nonostante la sua nocività, viene occasionalmente usato anche come agente pulente. Insieme al benzene ed allo xilene forma la terna degli idrocarburi aromatici più importanti nell’industria”.