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Cucina abruzzese, Maiezza è il nuovo presidente dell’associazione Terranostra Abruzzo

Roma. Questa mattina l’ Abruzzo è stato al centro della giornata nazionale della cucina contadina che si è svoltasi nel mercato degli agricoltori di Campagna Amica a Roma, nell’ambito dell’Assemblea nazionale di Terranostra, l’Associazione Agrituristica di Campagna Amica. Gabriele Maiezza, 48 anni, presidente regionale di Terranostra Abruzzo nonché titolare dell’agriturismo Santa Felicita di Cepagatti, è stato eletto vicepresidente dell’associazione nazionale. Conosciuto anche come Agrichef formatore, Maiezza ha partecipato ai Villaggi di Coldiretti di Milano, Napoli, Bari e Torino e Roma. “Un risultato – dice Maiezza – che conferma l’importanza del settore agrituristico nella regione abruzzese, caratterizzata da un variegato territorio e da numerose bellezze naturali, oltre che da una tradizionale attività agrituristica, che va sviluppata e potenziata ulteriormente con un occhio di riguardo alla diffusione e alla promozione delle ricette tradizionali, come è emerso nel corso della giornata della cucina contadina”.

In occasione della giornata è stato infatti presentato lo studio Coldiretti sulla svolta epocale in atto nella cucina, da cui risulta che sulle tavole degli italiani stanno tornando i piatti della nonna per almeno tre italiani su quattro (75%) con le ricette familiari tradizionali che si tramandano di generazione in generazione soprattutto grazie alle figure femminili. “Anche nella nostra regione – sottolinea Coldiretti Abruzzo – in cucina si sta assistendo ad uno storico ritorno della domanda di semplicità e trasparenza dopo anni di piatti fusion, global, etnici e molecolari. Le ricette della nonna – precisa la Coldiretti – seguono le stagioni, rispettano l’ambiente, non sprecano, recuperano prodotti antichi, aiutano il presidio del territorio e fanno rivivere emozioni e ricordi”. Tanti i piatti della tradizione regionale abruzzese già conosciuti ed apprezzati fuori regione: dalle Sagne, ceci e zafferano, le pallotte cacio e ovo, la pecora alla callara, gli arrosticini passando per pizza cima, uova e bastardoni e ovviamente il timballo e la pasta alla chitarra.