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Da 20 anni non ha rapporti con il figlio, ma dopo la sua morte ne rivendica la salma

Pescara. È finita in Tribunale la contesa sulla tumulazione della salma di A.P, 35enne morto il 20 novembre scorso in un incidente stradale. Il giudice ha respinto la richiesta presentata dal legale della madre del defunto, che aveva invocato un provvedimento d’urgenza finalizzato ad accelerare le procedure per l’estumulazione della salma e del trasferimento della stessa da Bussi a Montesilvano. Orfano di padre, il 35enne viveva da oltre 20 anni a Bussi con i nonni materni, era amatissimo dall’intera comtribunale13unità locale e avrebbe confidato agli amici di avere un rapporto conflittuale con la madre, che vive a Montesilvano e di non volere più abbandonare il paese. Dopo i funerali la salma venne tumulata nel cimitero di Bussi, in uno dei loculi di proprietà dei nonni. Nel marzo scorso, dopo avere ottenuto i permessi dal Comune, la madre del defunto si presentò nel cimitero del paese, in compagnia di alcuni operatori delle pompe funebri, con l’intenzione di procedere all’estumulazione della bara e al trasferimento della stessa nel cimitero di Montesilvano. Circa 200 abitanti di Bussi si riversarono nel cimitero del paese, invitando la signora a lasciare la salma del figlio nel loculo dei nonni. La donna, preso atto del clima avverso, scelse di desistere. Nei giorni scorsi, però, la madre del ragazzo si è rivolta al tribunale di Pescara e ha richiesto, tramite il legale Fabrizio Ciavarelli, l’adozione di un provvedimento d’urgenza, ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile: il giudice ha riconosciuto la sussistenza del diritto della donna a disporre della salma, ma ha rigettato la richiesta considerando infondati i presupposti della necessità e dell’urgenza.