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Dal Comune dell’Aquila arriva il sì alla mozione: liberare 18 pescatori in Libia, impegno e solidarietà

L’Aquila. Impegno del sindaco e dell’amministrazione comunale dell’Aquila ad esprimere solidarietà alle famiglie dei 16 pescatori di due pescherecci di Mazara del Vallo e due ufficiali di imbarcazioni riuscite a fuggire, sequestrati dal primo settembre scorso nel porto libico di Bengasi, e a sollecitare il governo e le autorità preposte ad un intervento immediato, anche militare, affinché siano riportati a casa al più presto, comunque prima di Natale. E’ quanto prevede una mozione approvata oggi dal Consiglio comunale dell’Aquila con 24 voti favorevoli, uno contrario ed astenuto. Il documento è stato presentato dal consigliere comunale, Roberto jr Silveri, della Lega, il quale nel corso della seduta in via telematica, ha denunciato il silenzio mediatico ed istituzionale sulla vicenda, esprimendo solidarietà alle famiglie dei cittadini italiani prigionieri senza colpe, e sollecitando ad un intervento immediato militare.

“Considerato che il tutto è avvenuto il primo settembre, con il sequestro che quindi dura appunto da più di 100 giorni, da parte di predoni libici, mentre i 18 italiani stavano svolgendo in acque internazionali il loro lavoro di pesca”, ha spiegato Silveri presentando la mozione, “incredibile il silenzio mediatico e delle istituzioni sulla vicenda. Il sequestro è avvenuto da parte della fazione libica del generale Haftar, un governo fantoccio che nasce con le tanto acclamate e petalose primavere arabe che hanno portato caos in tutto il Nord Africa, con una ricaduta sull’Unione Europea. Il pretendente governatore non riconosciuto dalla comunità internazionale fa una richiesta assurda, in cambio dei nostri pescatori chiede la liberazione di 4 scafisti libici condannati all’immigrazione clandestina e omicidio plurimo per la morte di 50 immigrati, soffocati nella stiva della barca che stavano conducendo presso le nostre coste”.

Per il consigliere salviniano, “considerato che in tutt’Italia molti amministratori italiani hanno fatto richiesta allo Stato di intervenire per riportare a casa gli italiani rapiti, l’obiettivo di questo appello è di riaccendere i riflettori sulla vicenda che sta prendendo sempre più una piega triste e silenziosa”. “Sollecito il governo ad un intervento anche militare in Libia quale unica soluzione praticabile per liberare i 18 prigionieri”, conclude Silveri che conclude amaramente che “se fossero stati cittadini statunitensi o inglesi o francesi a quest’ora sarebbero già a casa e probabilmente i sequestratori processati”.