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D’Alessandro: proporremo da 6 a 8 liste. Squallido il balletto per candidato Cdx. Reddito di cittadinanza non applicabile

L’Aquila. Per avere il nome del candidato presidente del centrosinistra dovremo attendere. A dichiararlo è l’onorevole Pd Camillo D’Alessandro che ha sottolineato come la scelta non possa essere esclusivamente ad appannaggio del Partito Democratico ma che debba coinvolgere anche le altre forze della futura coalizione. Liste civiche in primis.

“Prima di nomi e cognomi dobbiamo mettere in campo una grande squadra. Ci sono tutte le condizioni affinché la squadra si presenti con un numero di liste da sei a otto. Ambientalismo, civismo, sinistra, sociale, esperienze amministrative comunali, sono tutti valori che dobbiamo proporre e che abbiamo intenzione di coinvolgere. Tutto questo deve dare vita a una compattezza, quindi si rende necessario del tempo per decidere”, ha dichiarato D’Alessandro in esclusiva ai microfoni di AbruzzoLive.

Stoccata netta anche al centrodestra con una frase che non lascia spazio a fraintendimenti: “non vogliamo alimentare il balletto squallido che sta avvenendo col centrodestra, dove prepotenti da Roma, nelle stanze private di Berlusconi, decidono chi deve essere il candidato della nostra regione, scambiandolo come si faceva con le figurine. L’Abruzzo non merita di essere trattato così. Noi rispondiamo che il candidato eletto deve confrontarsi con gli abruzzesi, non con Roma. Il radicamento e la considerazione sul territorio deve prevalere su tutto il resto”.

Il segretario del Pd Martina nel weekend ha parlato di “politiche dell’odio” per descrivere le strategie del centrodestra e, su questo aspetto, D’Alessandro sembra avere le idee molto chiare, esattamente come la sua posizione: “le elezioni regionali non sono quelle politiche. In queste ultime i cittadini hanno fatto valutazioni su macro questioni nazionali come sicurezza, immigrazione, reddito di cittadinanza. Le regionali si giocano su un’altra partita, quella della realtà territoriale in cui i cittadini chiamati a votare vivono. Non si possono inondare di fake news”

“Dobbiamo sfidare il centrodestra, o almeno quella parte che è al governo, cioè la Lega, alle loro responsabilità. In quattro mesi di governo L’Aquila e i territori terremotati sono ancora abbandonati a loro stessi; abbiamo perso sessanta milioni di risorse già assegnate in vari settori”, ha proseguito l’onorevole piddino che ha, inoltre, espresso la necessità di avere un confronto più diretto con i cittadini abruzzesi. “Come è possibile che due forze come Forza Italia e Fratelli d’Italia, che fanno finta di fare opposizione a Roma, che gridano allo scandalo per le scelte di questo governo, poi si alleano con lui? Come Pd abbiamo il dovere di raccontare la verità”

In chiusura, il giudizio sul reddito di cittadinanza, e la sua applicabilità in Abruzzo, è diretto e inequivocabile: “Non sarà così come è stato presentato in campagna elettorale. Non ci saranno 780 euro ai disoccupati, anche perché le risorse necessarie per applicarlo si aggirerebbero attorno a 50 milioni, no 10. Quindi è chiaro ed evidente che la platea destinataria del reddito di cittadinanza è molto bassa. I disoccupati poveri sono 5 milioni e loro possono, si e no, applicarlo a 1 milione”

“Il r.d.c. esiste nella formula di reddito di inclusione e riguarda molti abruzzesi che lo percepivano causa estrema povertà. Non solo deluderà coloro che lo aspettavano, dato che si tratta di una finzione che rischia di terminare a breve se la dinamica dello spread e degli attacchi dei mercati non terminerà, ma, inoltre, saranno loro a doversi fermare. Nella nostra regione c’è un altro effetto delle politiche di questo governo: ogni giorno c’è un’azienda abruzzese che non rinnova i contratti ai propri dipendenti in scadenza grazie al decreto “dignità” di Di Maio (pensiamo T.U.A. ed LFoundry). E parliamo di reddito di cittadinanza?”, ha concluso.