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D’Alessandro su sciopero trasporti: applaudire la riforma Tua invece di scioperare

L’Aquila. “Stiamo cambiando tutto, gli scioperi non risolvono i problemi, il coraggio delle riforme sì, ed è quello che stiamo facendo”. E’ quanto scrive, in una nota, Camillo D’Alessandro, sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale, parlando della Tua, l’azienda unica del Trasporto pubblico abruzzese. Secondo l’esponente politico “invece di scioperare si dovrebbero applaudire”. “Abbiamo messo in campo” sostiene D’Alessandro “la più grande riforma della storia della regione con Tua, abbiamo salvato il posto di lavoro a 1.600 persone e, superata la fase di assestamento iniziale, le trscopero autobuse ex società, tre debolezze, ora unite, diventeranno una forza capace di affrontare e vincere le gare che dal 2019 diventeranno la regola. Siamo noi che difendiamo i lavoratori, essere di ‘sinistra’ significa innanzitutto salvare il posto di lavoro e garantire il diritto al futuro, che oggi c’e’, ieri c’erano solo i libri pronti da portare in tribunale di Arpa e, dopo un pò, anche quelli di Sangritana e GTM e forse qualche svendita ai saldi delle nostre società. La più grande riforma” osserva quindi il sottosegretario “non poteva non essere accompagnata dalla più grande riduzione del numero e dei costi dei vertici aziendali tra dirigenti e consiglieri di amministrazione mai conosciuta nella nostra Regione: sulla base dell’accordo con Federmanager Tua avrà, al 31 dicembre 2016, 8 dirigenti rispetto ai 12 in forza nelle tre Aziende incorporate e, rispetto al costo complessivo storico pari a 1.886.000 euro, sosterrà un costo, a partire dal 2016, pari a 899.000 euro, con la riduzione del 53%. Inoltre, di comune intesa, sono stati eliminati benefit ormai anacronistici. Considerando la riduzione dei Consiglieri di Amministrazione da 10 a 5, nonché dei componenti del Collegio Sindacale da 9 a 3, complessivamente il Top Management dell’Azienda Unica si ridurrà da 31 a 16 e il costo complessivo diminuirà da 2.435.000 euro a 1.078.000, con la riduzione del 56%. Sono grato chiaramente per il senso di responsabilità dimostrata, altro che chiacchiere”, dice D’Alessandro.  “I lavoratori innanzitutto conoscono le reali condizioni delle società: non è possibile” si legge nella nota “mantenere il vecchio sistema, ovvero la stessa organizzazione del lavoro e le stesse identiche retribuzioni, con 14 milioni in meno da ammortizzare in un solo anno, dovuti a perdite pregresse e a minori risorse a disposizione, mentre si abbatte per il prossimo anno un altro pericoloso taglio ai trasferimenti sul trasporto pubblico locale che potrà costarci tra i dieci e i venti milioni di euro in meno”. Il sottosegretario alla presidenza della Giunta annuncia, poi, che “nella variazione di bilancio a settembre recupereremo 5,5 milioni di euro, riducendo di oltre la meta’ il taglio sul fondo regionale destinato al Tpl, impegno ribadito proprio ieri ai confederali regionali nel tavolo di confronto con il governo regionale. Riorganizzare l’offerta di trasporto pubblico non significa tagliare i servizi ma i disservizi. Con noi mai più viaggeranno autobus vuoti, o doppioni inutili o sovrapposizioni che non si cancellano. Noi garantiremo una media lavorativa uguale per tutti. Le 15 assunzioni in Sangritana? Si tratta” spiega D’Alessandro “di assunzioni di qualche mese e rispondevano ad una esigenza reale dovuta fortunatamente al fatto che si sono aggiunte commesse di lavoro, in particolare sul trasporto merci su ferro e, inoltre, nel 2015 c’è stato un incremento di trasporto pubblico locale passeggeri, sempre su ferro, di circa trecentomila chilometri: ciò ha imposto di acquisire forza lavoro legata alla commessa. Abbiamo abbattuto i costi cosiddetti della politica, risparmiati quattrocentomila euro all’anno rispetto ai vecchi consigli di amministrazione ed organi statutari, abbiamo abbattuto il numero e costo dei dirigenti-direttori che da 12 passeranno a 6 nel 2016. Abbiamo trovato ” rivela infine il sottosegretario “direttori che arrivavano a prendere anche duecentomila euro l’anno, noi abbiamo applicato lo stipendio della pubblica amministrazione regionale, pari ad ottantaquattromila euro”.