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Il presidente D’Alfonso: bloccata Ombrina di ferro. Opposizione attacca su referendum

L’Aquila. Incalza la polemica tra maggioranza e opposizione su quella che il governatore D’Alfonso ha ribattezzato “ombrina di ferro”. La questione delle trivelle in Adriatico è stata oggetto della conferenza stampa “Un anno di governo D’Alfonso 2015” indetta proprio dal governatore. “Il protagonismo abruzzese” si esprime all’interno di una collaborazione extra regionale che ha portato al blocco della progetto e alla norma che fissa il divieto di escavazione entro le 12 miglia dalla costa. UpkPfA5XLjhe8vN1HgyRpcmpKEkiuaSsJ9ywDwwjKAg=--no_triv_petrolio_abruzzo“Il 51 per cento del risultato” ha spiegato meglio D’Alfonso  “va ai cittadini liberi dei comitati ma un 49 per cento pesante va ascritto al lavoro che abbiamo messo in campo”. Dal 20 gennaio si “riprenderà l’iniziativa per salvare il mito dell’Adriatico, ovvero le Isole Tremiti e perché si estenda ulteriormente il limite di perforazione”. Ma l’azione del governo regionale su Ombrina mare è stata oggetto di critiche durante la conferenza stampa indetta del gruppo consiliare di Forza Italia, alla presenza dell’onorevole Fabrizio Di Stefano, proprio sul referendum contro le trivelle. Secondo i consiglieri Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri la Regione Abruzzo, rinunciando alla consultazione referendaria, ha scelto la linea del Governo Renzi. “Quando la Regione si costituisce in giudizio – spiega il Presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo – lo fa sulla base di atti giuridicamente validi, ma sull’atto che chiede la cessazione dell’oggetto del contendere e per il quale contesteremo i costi sostenuti, non c’è scritto nulla, per cui è da ritenersi illegittimo. Poi hanno tentato di coprirlo con una riunione di maggioranza, alla quale però non c’erano tutti”. “Quella perpetrata da D’Alfonso è una vera e propria scortesia istituzionale nei confronti delle altre Regioni – rimarca il Capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri – che hanno deciso di ricorrere in Cassazione contro la decisione della Corte Costituzionale che ha dichiarato ammissibile un solo referendum su sei. L’Abruzzo ha compiuto una giravolta a 360 gradi e invece di essere solidale con le altre Regioni si schiera di fatto con il Governo nazionale”. Concludendo la conferenza stampa, il capogruppo Lorenzo Sospiri annuncia che:”domani se ne parlerà in Conferenza Capigruppo, perché quel documento postumo con le firme dei Consiglieri di maggioranza rappresenta un atto gravissimo. Devono venire in Aula per prendere una posizione ufficiale e presentare una proposta e poi voglio vedere chi la voterà. Vogliamo che gli abruzzesi sappiano cosa sta accadendo e si rendano conto dell’atteggiamento schizofrenico del centrosinistra”. Ma alle critiche dell’opposizione di centro destra risponde subito il Consigliere Camillo D’Alessandro, coordinatore della maggioranza in Consiglio regionale .”In Consiglio regionale Gianni Chiodi e il centrodestra ci hanno sfidato sulla capacità della maggioranza di riuscire a trovare una soluzione politica al problema delle trivellazioni; altri ci hanno invitato a strappare la tessera del PD per protesta nei confronti del Governo. Noi, in assoluta autonomia, siamo stati autori di un’iniziativa referendaria e abbiamo varato due leggi: quella sul Parco nazionale marino e l’altra sul divieto di trivellazione entro le 12 miglia, che domani difenderemo davanti alla Corte Costituzionale con una memoria dell’Avvocatura regionale attivata dalla delibera di Giunta n. 7 del 12 gennaio scorso; tutto questo pur di fermare Ombrina di ferro. Le nostre azioni hanno generato la riapertura di una riflessione politica a livello nazionale cui ha fatto seguito la norma del Governo, che tutti hanno applaudito e festeggiato anche se frutto di meriti altrui. Quindi non si può assolutamente parlare di captatio benevolentiae, anzi possiamo rivendicare una posizione scevra da condizionamenti di sorta. E alla fine abbiamo vinto, perché Ombrina è sparita dai radar. Rispetto ai quesiti referendari – aggiunge D’Alessandro – la Cassazione ha determinato la permanenza in vita di uno solo di essi, in quanto gli altri sono stati ritenuti assorbiti e quindi superati proprio dalla nuova normativa del Governo. Al riguardo, per noi è cessata la materia del contendere poiché le nostre richieste sono state ampiamente soddisfatte. Ciò che possiamo affermare con certezza è che conserveremo le dichiarazioni di tutti in modo da rileggerle tra qualche anno, compresa questa: Ombrina non si farà. Dal 20 gennaio – conclude D’Alessandro – riprenderemo l’iniziativa per ampliare la fascia di mare blu e difendere le isole Tremiti”.