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D’Alfonso e il futuro dell’Abruzzo: tra Masterplan e sanità, possibile erede Giovanni Legnini,

L’Aquila. Il risultato che dà maggiore soddisfazione? “Il Masterplan, un miliardo e mezzo di euro spalmati in tutto il territorio”, e poi la battaglia di Ombrina e il salvataggio dell’aeroporto d’Abruzzo. E le cose non ancora risolte? “La cosa per cui mi prenderei a scudisciate sono le liste d’attesa della sanità”. Sono le parole del presidente della Giunta regionale d’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, in alcuni passaggi del suo intervento al Forum organizzato ieri dal quotidiano “Il Centro” sulle cui pagine è oggi pubblicata un’ampia sintesi. Un’occasione per tracciare un bilancio dei tre anni di legislatura e parlare anche del futuro, suo personale e della Regione, con tanto di nome del suo possibile successore. Alla domanda sulla soluzione possibile per ridurre le liste d’attesa nella sanità, D’Alfonso risponde: “Il sistema dei vasi comunicanti tra pubblico e privato. Quando c’è il troppo pieno nel pubblico interviene il privato, ma senza oneri aggiuntivi, all’interno di un quadro già definito”.

I giornalisti del Centro gli ricordano la promessa, nel 2014, di “un Abruzzo veloce, accogliente con le imprese e con 100mila occupati in più a fine legislatura” e D’Alfonso spiega come veniva fuori quella previsione. “Se io porto in Abruzzo 2,5 miliardi di euro tra masterplan, fondi Ue, edilizia sanitaria e risorse terremoto, e se si dà luogo a una proceduralizzazione veloce dei lavori, si scatena una grande occasione di lavoro a tempo, con un rapporto in base al quale ogni 100mila euro investiti valgono 1,5 posti di lavoro”. A proposito di una possibile ricandidatura alla guida della Regione, D’Alfonso risponde che porrà la condizione delle primarie. “Pretendo un’investitura dalla cittadinanza”. E se invece dovesse fare il ‘salto a Roma’, vede come erede Giovanni Legnini, attuale vicepresidente del Csm, “una persona che ha le naturali caratteristiche per fare questo e anche altro. E che mette tutti in sintonia”.