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D’Alfonso: l’Abruzzo ripensi il suo rapporto con il Paese e con L’Europa, è ora di cambiare

Luciano D'AlfonsoPescara. “Basta accasciarci sull’immagine di Abruzzo regione cerniera, definizione ormai superata. E’ necessario ripensare il rapporto con l’Italia, l’Europa e il resto del mondo”. E’ l’idea guida del presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, che, nella necessita’ di innovare radicalmente l’approccio con i grandi temi, capaci di cambiare il profilo complessivo della Regione, si e’ spinto a chiedere al sociologo Aldo Bonomi, tra l’altro, fondatore dell’Istituto di ricerca consorzio A.A.S.TER (Associazione agenti di sviluppo del territorio), e ideologo, con Giuseppe de Rita, dell’Expo 2015, di aiutarlo a “mitizzare e raccontare al futuro l’Abruzzo”, passando per una necessaria formazione a beneficio della Giunta, della tecnostruttura regionale, e dei consiglieri regionali. Bonomi ha incontrato D’Alfonso nella sede di piazza Unione a Pescara e, tra i due, e’ nato un dialogo sulle prospettive. Si parte dalla considerazione di come far diventare l’Abruzzo baricentrico rispetto alla Macroregione adriatica e si arriva alla partecipazione della Regione Abruzzo all’Expo 2015. Bonomi inquadra la nostra regione nel confronto con la Puglia “regione con minor forza imprenditoriale della vostra ma con una grande capacita’ di mettere insieme il turismo, l’agricoltura, gli eventi prolungati, di costituire, in altri termini, un blocco sociale attrattivo”; e con le Marche, dove e’ “stato preso il terziario avanzato dalla costa e portato all’interno”, a differenza di quel che e’ accaduto in Abruzzo dove manca quella che definisce una “composizione sociale” tale da rendere possibile la contaminazione tra aree della stessa regione. Bonomi sostiene che il blocco sociale del Novecento, che comprende le potenti associazioni di categoria, “e’ stanco: si fara’ riformare senza avere la capacita’ di autoriformarsi”. C’e’ la necessita’ che nuovi soggetti si facciano strada che il sociologo li individua negli “smanettoni” del terziario dell’hight city; nei “creativi” e “nell’impresa sociale”. Quindi si arriva alla partecipazione della Regione Abruzzo all’Expo 2015. D’Alfonso chiede a Bonomi una sua visione, un orientamento e il sociologo risponde spiegando che l’Expo per tutto il Novecento e’ stato un grande evento dell’economia che celebra la partecipazione del “capitalismo trionfante” e della “potenza della tecnica”, nutrendosi anche del concetto del limite. L’Expo di Milano – spiega meglio Bonomi – si sofferma sul concetto di limite della nutrizione; su come la dimensione dell’agricoltura ecologicamente compatibile mette alla prova se stessa: “Qui non si parla solo di cuochi”, avverte. Da qui il suggerimento: individuare una quindicina di soggetti veri che siano in grado di dar luogo ad una nuova impresa Abruzzo; che sappiano creare una nuova dimensione delle numerose sfaccettature della regione, poggiando le nuove idee su una trama tutta rivolta a far trionfare la potenza della bellezza, la potenza del limite e la potenza del saper fare.