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Dalle inchieste sui crolli alle tangenti negli appalti, e l’assoluzione della grandi rischi

L’Aquila. Purtropptribunale13o la ricostruzione dell’Aquila ha mostrato anche il suo lato oscuro. Presunte mazzette per ottenere appalti nella ricostruzione pubblica e privata e accordi con imprenditori aquilani con la criminalità organizzata di stampo camorristica e ‘ndranghetista. A sei anni di distanza dai tragici accadimenti legati al terremoto, la città e il suo “cratere” fanno i conti con nuovi e inquietanti scenari. Infatti si è passati dalle inchieste sui crolli e ai ‘furbetti’ del terremoto, alle presunte tangenti per ottenere appalti, agli intrecci con la politica locale ed accordi con la criminalità organizzata. Ma è senza dubbio l’assoluzione di sei dei sette membri della Commissione Grandi Rischi, in sede di Appello, l’avvenimento più eclatante, dopo la condanna per tutti gli esperti in primo grado a sei anni di reclusione. Una vera e propria “doccia fredda” che ha alzato i toni della discussione, tanto che lo stesso Procuratore generale presso la Corte di Appello ha parlato di “attacchi” alla magistratura. La sentenza è stata appellata dal Pg Como e dalle parti civili dinanzi la Cassazione. Con la velenosa coda della richiesta di restituzione ad alcune famiglie della somma versata come provvisionale. Sempre Como ha richiesto recentemente il rinvio a giudizio per Guido Bertolaso ex numero ‘uno’ del Dipartimento di protezione civile, accusato in cooperazione colposa con i membri della Commissione Grandi Rischi. Tornando alle inchieste giudiziarie, tra le più importanti portate a conclusione quest’anno dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila, figura quella (Dirty Job) sulla famiglia Di Tella vicina al boss Zagaria del clan dei Casalesi, che avrebbe stretto rapporti di lavoro con gli imprenditori aquilani Dimo e Marino Serpetti ed Elio Gizzi. Altra attività investigativa chiusa, quella relativa agli appalti per la ristrutturazione post sisma del patrimonio ecclesiastico, (operazione Betrayal). Anche in questo caso con indagati eccellenti: l’ex vicecommissario ai beni culturali Luciano Marchetti, e l’ex segretaria Alessandra Mancinelli, dirigente del Mibac. Altre forme di sciacallaggio, arrivate nelle aule di giustizia, quelle di diversi alloggi antisismici, case e map, costruiti alla buona come è stato accertato, e peggio ancora lasciati a deteriorarsi perchè senza alcuna manutenzione, con l’incubo incolumità. L’ultimo filone d’inchiesta ha portato recentemente la Procura dell’Aquila, a iscrivere sul registro degli indagati una quarantina di soggetti che a vario titolo si sono occupati della mal realizzazione dei manufatti provvisori, che hanno indotto l’autorità giudiziaria e lo stesso Comune a disporre per gli sfollati di ennesimi traslochi in abitazioni ritenute sicure. Le perizie non lascerebbero dubbi sulla scarsa qualita’ dei materiali utilizzati per la realizzazione dei manufatti e delle cattive tecniche edili utilizzate. Pende ancora in sede dibattimentale la vicenda sugli isolatori sismici fallaci per i quali Mauro Dolce, responsabile del procedimento di realizzazione del progetto case, è stato già condannato. La “battaglia” legale prosegue per Gian Michele Calvi, direttore dei lavori del progetto case, e Agostino Marioni, dirigente di una delle ditte fornitrici degli isolatori sismici, la Alga Spa.