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Debiti fuori bilancio, sindaco Costantini: l’amministrazione non può sostituirsi alla magistratura contabile

Teramo. “La politica è una cosa seria e, mai come in questo momento, è necessario dimostri di agire in maniera equilibrata e razionale, avendo di mira sempre l’interesse comune”, dichiara il sindaco Costantini.

“In questo senso, appare del tutto fuori luogo l’attacco dei consiglieri della Lega di Giulianova, Pietro Tribuiani e Gianni Mastrilli, che in virtù del loro ruolo istituzionale dovrebbero ben conoscere le procedure, anziché urlare e strepitare, invocando azioni di pancia e facendo illazioni su presunte “ingerenze politiche”. Non è ammissibile che due componenti dell’organo consiliare ignorino le procedure per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio previste dal Testo unico degli enti locali, che li invito caldamente a ripassare,per svolgere un’opposizione preparata e costruttiva. Il Decreto Legislativo267/2000 stabilisce che l’organo consiliare adotti i provvedimenti necessari per il ripianamento dei debiti fuori bilancio (art. 193) e che, con deliberazione consiliare, gli Enti locali riconoscano la legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive(art. 194). Sempre ai sensi di legge (L. 289/2002, art. 23), i provvedimenti di riconoscimento di debito posti in essere dalle amministrazioni pubbliche sono trasmessi per i controlli alla competente Procura della Corte dei Conti e l’Amministrazione comunale non può certo sostituirsi ad essa nel ruolo di Giudice! Tanto meno la legge consente all’amministrazione il ruolo di magistratura inquirente, nello “scovare i responsabili” come si sollecita nell’intervento dei due consiglieri, ai quali piace parlare evidentemente per slogan privi di senso e di qualsivoglia fondamento giuridico”.

“Non è la prima volta che, nell’ignoranza delle leggi(che come noto non “excusat”), i rappresentanti locali della Lega si espongono a queste figuracce e, per il futuro, ci auguriamo che il partito, nel rispetto dei suoi elettori, esiga maggiore preparazione dei suoi esponenti presenti in Consiglio Comunale e che, quantomeno, studino le carte e ripassino i fondamentali in materia di ordinamento degli enti locali”.