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Decreto terremoto, Marsilio: ricostruzione in stallo, se si tarda ancora i nostri borghi diventano presepi

"Fatto gare per case popolari senza soldi, mi autodenuncio: da noi fatto più del nostro dovere"

L’Aquila. “Sono oltre 10 anni che affrontiamo periodicamente il tema della ricostruzione, tra l’altro in questo periodo sono interventi anche altri eventi sismici. Tutte queste occasioni non sono mai state sfruttate per mettere mano a un documento conclusivo. Il tempo è un fattore vincolante per la ricostruzione ma se si fa tardi i nostri bei borghi rischiano di diventare solo dei bei presepi”. Lo ha riferito intervenendo in Commissione Ambiente della Camera durante un’audizione sul decreto terremoto il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. “Per il sisma del 2016 e del 2017 è stato adottato un modello sbagliato di ricostruzione e ciò sta comportando”, ha sottolineato, uno stallo che ha bloccato la ricostruzione. Quindi con le misure urgenti che si vogliono adottare oggi si tenta in qualche modo di recuperare”.

Marsilio ha poi chiesto agli esponenti della Commissione Ambiente di “ascoltare con umiltà e rispetto le richieste dei territori, perché i nostri emendamenti sono largamente condivisi da tutti, compresi i tecnici e i sindaci, gli ordini professionali. Quindi non è un problema di piantare bandierine o conseguire il risultato migliore. La speranza dei territori”, ha ribadito ancora il governatore, “è che questo sia l’ultimo decreto”.

“Dal primo gennaio 2019 non c’è più un soldo per le case popolari e mi autodenuncio perché noi abbiamo fatto gare senza coperture di spesa e tutto ciò nell’attesa, durata almeno almeno 4 mesi, che il commissario Farabollini rinnovasse l’ordinanza che pochi giorni fa ci ha mandato per mail in bozza. Noi abbiamo fatto molto più del nostro dovere”, ha concluso Marsilio, “perché se avessimo dovuto seguire la normativa non avremmo fatto un solo progetto”.