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Degrado nei parchi di Sant’Egidio alla Vibrata, incalza Casapound: restituire il verde pubblico ai cittadini

Teramo. “L’amministrazione comunale non ha evidentemente a cuore gli spazi verdi in cui i nostri figli dovrebbero poter giocare in piena tranquillità”. A puntare il dito sulla condizione di degrado e lo stato di abbandono in cui versano i parchi pubblici di Sant’Egidio alla Vibrata, con particolare riferimento a quello di Corso Matteotti, è Roberto Monardi, responsabile per la provincia di Teramo di CasaPound Italia.

“È indecoroso il modo in cui vengono tenuti questi spazi che dovrebbero far da cornice a momenti di gioco e rilassamento, e invece sono lo specchio dell’incuria con la quale l’attuale Amministrazione gestisce il bene pubblico a Sant’Egidio. Sono tanti mesi”, continua Monardi, “che i giochi dedicati ai più piccoli sono rotti, imbrattati con graffiti osceni, privi di transenne ed altre protezioni senza le quali rappresentano un potenziale rischio per i bambini. Il Comune non si cura di effettuare la doverosa manutenzione ed inoltre è assente anche ogni controllo che possa arginare l’azione dei teppisti responsabili del danneggiamento e dell’imbrattamento delle attrezzature del parco”.

“Il sistema di videosorveglianza”, precisa Monardi, “finanziato tramite un mutuo a carico di tutti i cittadini, è completamente inutile in quanto non è funzionante, rendendo quindi impossibile l’identificazione dei responsabili dei danneggiamenti: un eclatante caso di sperpero di soldi pubblici senza ottenimento di alcun risultato”.

“Uno dei punti del programma col quale ci presentiamo alle prossime elezioni è appunto la cura del verde pubblico, e quando saremo nel Consiglio Comunale ci impegneremo per dotare la nostra città di strutture che siano fruibili in sicurezza e che si mostrino curate e ordinate: ci farebbe comunque piacere”, conclude il responsabile provinciale di Casapound, “che questa Amministrazione intervenisse sin da subito affinchè già durante la bella stagione ormai imminente le famiglie possano liberamente usufruire dei parchi pubblici”.