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“Deontologia e professione: come salvare il giornalismo di qualità”, Pallotta a Controsenso: privilegiare concretezza e critica delle fonti

Tagliacozzo. “Deontologia e professione: come salvare il giornalismo di qualità”. E’ questo il titolo del seminario di benvenuto del festival della comunicazione Controsenso. A partire dalle 9.30 si è dato il via alla seconda giornata di eventi con un incontro incentrato sulla professione giornalistica. A intervenire, il primo cittadino di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio, il giornalista e consigliere dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo Daniele Imperiale e il presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo Stefano Pallotta.

La rivoluzione tecnologica, accompagnata dall’avvento dei social, ha avuto diverse ripercussioni sull’attività giornalistica, provocando la disintermediazione. Attraverso i social i poteri raggiungono direttamente l’opinione pubblica e questo tipo processo non include la mediazione giornalistica, la salta. Ciò comporta problemi di carattere di convivenza civile e stabilità democratica”, ha dichiarato il presidente Pallotta.

Ciò ha avuto ripercussioni forti“, ha continuato, “anche sul prodotto del giornale. Che tipo di informazione ci arriva oggi? Il problema ricade sulla qualità. La mediazione giornalistica è importante non solo perché riesce a decifrare la complessità per renderla fruibile ma anche perché coinvolge la consultazione delle carte. Il giornalismo di qualità privilegia la concretezza, la fattualità. Il nostro metodo deve essere la critica delle fonti e del dubbio ne dobbiamo fare un’eticità”.

Bisogna riconquistare il giornalismo di qualità. Ma come fare? La formazione continua, lo studio e il corretto rapporto con la politica sono alla base. Dobbiamo riconquistare un ruolo centrale perché il giornalista è un costruttore di sensi, di significati; i fatti non parlano da soli. Bisogna prendere consapevolezza di questo processo che sta distruggendo il giornalismo e dobbiamo interromperlo. Dobbiamo reagire”, ha concluso.