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Detenuto tenta il suicidio in cella, non c’erano posti nel reparto psichiatrico

Pescara. E’ affetto da gravi problemi psichici il detenuto di etnia rom che ieri pomeriggio ha tentato il suicidio nel carcere di Pescara ingerendo del detergente usato per le pulizie ma e’ stato salvato dal pronto intervento della Polizia Penitenziaria. La particolarita’ sullo stato di salute del recluso e’ stata resa nota dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, il primo e piu’ rappresentativo della Categoria. “Il detenuto e’ stato prontamente soccorso dal personale di Polizia Penitenziaria addetto alla vigilanza del reparto e portato all’ospedale civile di Pescara dove, dopo una lavanda gastrica, e’ rientrato in istituto”, spiega il segretario provinciale Sappe Felice Rignanese. “Lo scampato pericolo, deve farci riflettere perche’ nella casa circondariale di Pescara il detenuto che ha tentato il suicidio era in regime di grandcarceree sorveglianza per problemi psichiatrici trasferito da poco da un altro istituto. Invece di esser ubicato nell’apposito reparto, quello psichiatrico limitato a 8 posti gia’ tutti occupati, stava in una normale sezione di reclusione a regime aperto dove erano presenti altri 45 detenuti”. Aggiunge da Roma il segretario generale Sappe Donato Capece: “La situazione nelle carceri resta allarmante: altro che emergenza superata! Dal punto di vista sanitario e’ semplicemente terrificante: secondo recenti studi di settore e’ stato accertato che almeno una patologia e’ presente nel 60-80% dei detenuti. Questo significa che almeno due detenuti su tre sono malati. Tra le malattie piu’ frequenti, proprio quelle infettive, che interessano il 48% dei presenti. A seguire i disturbi psichiatrici (32%), le malattie osteoarticolari (17%), quelle cardiovascolari (16%), problemi metabolici (11%) e dermatologici (10%). Altro che dichiarazioni tranquillizzanti, altro che situazione tornata alla normalita’. I numeri dei detenuti in Italia sara’ pure calato, ma le aggressioni, le colluttazioni, i ferimenti e i tentati suicidi si verificano costantemente, con poliziotti feriti e celle devastate. Il ministro della Giustizia Orlando e il Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Consolo adottino con tempestivita’ urgenti provvedimenti, a cominciare dalla sospensione della vigilanza dinamica delle sezioni detentive, provvedimento che ha favorito e favorisce questa ignobile e ingiustificata violenza facendo stare i detenuti fuori delle celle a non fare nulla tutto il giorno”. Conclude Capece: “Per fortuna delle Istituzioni, gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio in carcere – come a Pescara – con professionalita’, zelo, abnegazione e soprattutto umanita’, pur in un contesto assai complicato per il ripetersi di eventi critici. Ma devono assumersi provvedimenti concreti: non si puo’ lasciare solamente al sacrificio e alla professionalita’ delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria la gestione quotidiana delle costanti criticita’ delle carceri abruzzesi e del Paese tutto”.