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Di Pangrazio a Marsilio: basta perdere tempo. Il governatore: il macchinario acquistato è fermo negli Usa

Avezzano. “Abbiamo comprato un nuovo macchinario per processare i tamponi ma purtroppo è bloccato negli Stati Uniti”. Ha risposto così il il presidente della Regione, Marco Marsilio, alle richieste del sindaco Gianni Di Pangrazio durante il sopralluogo all’ospedale di Avezzano che si è svolto oggi pomeriggio.

Il governatore d’Abruzzo, che è arrivato in città insieme all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, al vice presidente della Regione, Emanuele Imprudente, al manager della Asl1, Roberto Testa, e al consigliere regionale Simone Angelosante si è confrontato con il sindaco, Gianni Di Pangrazio, alla presenza dell’assessore Maria Teresa Colizza Colizza e del consigliere comunale di opposizione Tiziano Genovesi.

Il sindaco ha chiesto chiarezza e un’accelerazione da parte del sistema regionale che includa anche la sanità marsicana. Un dibattito su vari punti, dalla riorganizzazione della rete ospedaliera al processo dei tamponi, per poi parlare della salvaguardia dei Punti di primo intervento di Pescina e Tagliacozzo.

Sull’emergenza coronavirus il governatore abruzzese ha assicurato che “abbiamo comprato un nuovo macchinario per processare i tamponi ma è fermo negli Stati Uniti”, ha spiegato il presidente regionale, “nel momento di picco della prima ondata abbiamo avuto meno di 400 malati che non sono fortunatamente in terapia intensiva. Noi facciamo dai 3 ai 4mila tamponi al giorno, dove ci sono dei focolai importanti se ne arrivano a fare anche a centinaia. Quelli che si sono esauriti sono i posti letto dedicati alle terapie intensive e quindi stiamo purtroppo invadendo altri reparti. Nella provincia di Teramo sia Atri che Giulianova stanno diventando ospedali covid perché c’è necessità. Abbiamo dato ordine di individuare anche le cliniche private per far fronte all’emergenza. In alcuni casi si stanno reperendo degli spazi che spero possano servire alla sanità “non infettiva” di poter continuare a garantire i servizi”.

Il primo cittadino, Gianni Di Pangrazio, ha però chiesto con tono piuttosto sostenuto di accelerare le procedure nonostante “il ritardo del governo. Al pronto soccorso ci sono delle tende provvisorie perché le persone stavano morendo nelle macchine, ma le strutture non sono riscaldate, ne idonee: mettiamo una struttura che vada bene”.

E Marsilio gli ha risposto che ha avuto la delega “l’8 ottobre per fare i partire i lavori se nel decreto fosse stato scritto come nella prima fase ‘ecco i fondi, questi sono i poteri’ come abbiamo fatto per il g8 e l’ospedale di Pescara, noi avremmo già consegnato i lavori del pronto soccorso. Visto che il finanziamento viene dall’Europa ed è necessaria l’offerta economica più vantaggiosa, la trasparenza, ho dovuto scrivere al presidente del consiglio.
Ho utilizzato più poteri di quelli che avevo e mi autodenuncio se qualcuno vuole portarmi in tribunale o alla corte dei conti lo faccia, io penso che dobbiamo salvare vite umane e che ci dobbiamo sbrigare. Quindi nei limiti del possibili stiamo forzando sulle procedure, con la Asl assolutamente consapevole. Avezzano avrà un pronto soccorso con spazi divisi e protetti, più ampi e separati per scongiurare potenziali contagi, un potenziamento della terapia intensiva e sub intensiva con posti letto dedicati. Ad oggi, stiamo affrontando scrupolosamente le necessità cliniche ed assistenziali più urgenti della popolazione marsicana in considerazione dell’aumento della curva dei contagi”.

L’obiettivo oggi è offrire una risposta integrata e flessibile, che vede da un parte l’ospedale di Avezzano con una attività sanitaria rimodellata, dall’altra Pescina e Tagliacozzo su cui si poggerà tutta l’attività per prestazioni urgenti e brevi che non potrà essere erogata ad Avezzano, così da evitare, il blocco delle prestazioni e garantire il diritto alla salute per tutti. E’ stata rivista l’organizzazione sanitaria dell’ospedale di Avezzano in funzione anti-Covid, spostando ambulatori e servizi attraverso modifiche logistiche. La riorganizzazione si basa su una risposta anche di reclutamento e di riallocazione del personale e delle tecnologie a supporto. “Nessuno”, ha proseguito Marsilio, “può dire oggi con certezza matematica che tutto questo sarà sufficiente a reggere l’urto se i casi continuano a moltiplicarsi e l’ospedale entrerà in sofferenza. Del resto, preparate e pronte a sostenere l’impatto non lo sono neanche Berlino e Parigi ma qualcuno dovrebbe porsi oggi, anche per Avezzano, qualche interrogativo e tornare indietro di qualche decennio quando evidentemente non si è investito abbastanza su un settore vitale quale sanità”.

A Di Pangrazio ha risposto anche il dg della Asl Roberto Testa che ha chiarito come sull’Aquila si stia facendo “un lavoro incredibile, abbiamo attivato nella Marsica una rimodulazione dei posti letto per far fronte all’emergenza dei ricoveri”.  Anche l’assessore comunale Maria Teresa Colizza ha ricordato a Marsilio e al manager Testa che “noi avevamo 20 pazienti al pronto soccorso che non sapevano dove andare e dove poter essere ricoverati”.

“Noi parliamo di una riorganizzazione modulabile”, ha concluso l’assessore regionale Verì, “non è una riorganizzazione definitiva perché la curva la dettano i casi positivi che purtroppo ci sono sul territorio. Dobbiamo dare risposte appropriate: c’è una programmazione con una riorganizzazione della rete ospedaliera precisa ed esatta ma non lo dico io, lo dice il ministero e chi l’ha valutata. Stiamo dando oggi risposte appropriate proprio alle esigenze in base ai tempi”.

Marsilio ha poi avuto uno scambio di opinioni piuttosto acceso con un giornalista che gli ha fatto notare la distinzione tra l’ospedale Covid realizzato a Pescara e l’attuale situazione del presidio sanitario marsicano.