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Dialogo tra Regione e enti locali per affrontare Covid e ridefinire servizi socio – assistenziali

L’Aquila. “Le attività dei Servizi Sociali proseguono senza intoppi anche alla luce delle intervenute disposizioni di cui al DPCM 3 Novembre 2020 e dell’Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 102 del 16/11/2020.
Le disposizioni in vigore rientrano, difatti, tra quelle recepite e rafforzate dalla Regione Abruzzo con l’Ordinanza n. 71 dell’8 giugno 2020 (che include il Piano territoriale della Regione Abruzzo – Protocollo operativo per la prevenzione, il contrasto e il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid 19 – ripresa attività e servizi socioassistenziali fase 2)”.

L’assessore regionale Nicola Campitelli respinge totalmente l’accusa di “Regione assente per il sociale” avanzata dall’assessore con delega alle politiche sociali del Comune di Lanciano Dora Bendotti.

“Come riferito dal collega di Giunta con delega alle politiche sociali Pietro Quaresimale, la Regione Abruzzo ed il competente Dipartimento Lavoro-Sociale hanno mantenuto, sin dalla fase iniziale della pandemia Covid 19, un costante rapporto di collaborazione e di dialogo diretto con tutti i Comuni e gli enti gestori territoriali dei servizi alla persona socio-assistenziali, socio-sanitari e socio-educativi.
In applicazione delle disposizioni governative, a partire dal DPCM del 17 marzo 2020, sono state fornite indicazioni agli ambiti distrettuali sociali per la ridefinizione dei servizi sociali deputati alla presa in carico dell’utenza e degli interventi assistenziali diurni e semiresidenziali rivolti alle persone e alle famiglie con maggior criticità.
La Regione Abruzzo ha inteso dare un impulso alla riorganizzazione territoriale dei servizi alla persona recependo quanto già previsto all’art. 48 del DPCM 17 marzo 2020, per dare agli enti gestori territoriali la possibilità di rimodulare le azioni progettuali posti in essere per le attività ed i servizi alla persona dagli enti gestori territoriali.
Resta inteso che i protocolli operativi per la rimodulazione dei servizi territoriali alla persona in relazione alle esigenze dettate dalla delicata situazione epidemica tutt’ora in corso, devono essere condivisi dagli attori sociali interessati, in primis gli enti locali capofila di ambito distrettuale”.

Per il tramite l’Assessorato alle Politiche Sociali la Regione ha ritenuto prioritario mantenere un filo diretto con il territorio e con tutti gli enti gestori dei servizi alla persona, evitando il rischio concreto di disorientamento e confusione che spesso dichiarazioni pretestuose ed iniziative non ponderate producono per le istituzioni del territorio e gli stessi cittadini”.