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Dimissioni sindaco di Chieti, parla Di Primio: grave responsabilità della classe dirigente regionale

Il sindaco: non credo ci siano le condizioni per pensare a un ritiro delle dimissioni

Chieti. “Io non è che non voglio fare il sindaco, mi è rimasto un anno e lo faccio quasi da dieci e continuo a fare anche a dispetto di coloro che adesso stanno facendo problemi”.

È di questa mattina la notizia, come raccontato da AbruzzoLive, delle dimissioni del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, al termine di una conferenza stampa che ha fatto seguito alla seduta di Consiglio comunale durante la quale, assenti i cinque consiglieri di Forza Italia e uno dei tre consiglieri dell’Udc, lo stesso Di Primio ha ritirato dall’ordine del giorno del Consiglio la delibera sul bilancio di previsione.

Qui c’è una grave responsabilità della classe dirigente regionale”, ha detto il sindaco di Chieti oggi dopo aver presentato le dimissioni, “che sta mandando a casa un’amministrazione di una città capoluogo di centro destra a un anno dalle elezioni come se Teramo non stesse in questa regione. Io non posso dire altro che Teramo docet: se non avete ancora compreso che dare spazio a chi fa i ricatti e le bande armate poi porta a perdere le elezioni, vuol dire che non avete compreso una lezione abbastanza banale che dà la vita politica”.

“Non credo che ci siano le condizioni in questo momento neppure per pensare a un ritiro delle dimissioni”, precisa Di Primio, “questo vorrebbe dire la sottoscrizione di un patto di fine mandato dove non c’è gente che scappa o sì nasconde dietro qualcuno: io non parlo più con gente che non è il segretario di un partito o un consigliere comunale, sono stufo di avere incontri e dialoghi con chi non è né consigliere comunale né segretario di partito ma viene ad alzar voce nelle riunioni”.

“Questo”, ha concluso, “non è un metodo che mi appartiene, non ho mai avuto nessuno comandato da me, ho avuto solo gente che ha scelto di stare con me e io non ho avuto questo nelle ultime due-tre settimane. Finché non ci saranno quelle condizioni è impossibile anche parlare di un percorso diverso dal tornare tutti a casa e dal rivederci a maggio dell’anno prossimo alle elezioni comunali”.