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Domani udienza a Teramo sull’opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dalla Stazione Ornitologica Abruzzese

Teramo. Domani si terrà davanti al Gip del tribunale di Teramo l’udienza che deciderà sull’opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura di Teramo in merito a diverse questioni che erano state sollevate in plurimi esposti della Stazione Ornitologica Abruzzese, formulati a seguiti di approfonditi accessi agli atti presso tutti gli enti.

“La Procura, dividendo i fascicoli, ha ritenuto, come viene ribadito nella richiesta di archiviazione, di richiedere il processo esclusivamente per alcune questioni legate al rischio per l’acqua, sequestrando tra l’altro in quel procedimento la captazione ma non i manufatti da cui secondo la procura si determina la condizione di rischio. E sulle altre questioni, altrettanto delicate, cosa dicono gli atti di questo e la Procura nella richiesta di archiviazione? Intanto i Carabinieri dei NOE arrivano a stigmatizzare, testualmente, una “gestione operativa dei rifiuti degli esperimenti da parte dei
Laboratori Nazionali del Gran Sasso insufficiente dal punto di vista del controllo e della tracciabilità”. Tutto ciò in un’informativa degli inizi del 2019, quando i problemi sull’acqua erano già noti e il sequestro della captazione già operativo da mesi. Eppure la Procura, a leggere la richiesta di archiviazione, sembra non aver inteso approfondire adeguatamente una segnalazione così dura da parte della P.G. Chissà cosa direbbe un qualsiasi artigiano alle prese con la burocrazia sulla gestione dei rifiuti aziendali di un trattamento di questo genere. La Valutazione di Incidenza sugli esperimenti dei Laboratori di Fisica, come Borexino, era necessaria anche per la Procura di Teramo ma non è stata mai fatta. La direttiva, secondo i PM, sarebbe rimasta, testualmente, “inattuata”. I reati, però, sempre secondo i PM sarebbero prescritti quando ad avviso di chi si oppone all’archiviazione è evidente che l’omissione è permanente essendo l’esperimento Borexino ancora in corso. Sarebbe come ammettere che qualcuno possa continuare a guidare senza patente perché la doveva chiedere 20 anni fa e non l’ha fatto allora. L’ufficio legale del Parco del Gran Sasso e il suo presidente, Navarra, assieme ai NOE nelle loro note nel fascicolo concordano sulla necessità per gli esperimenti del nulla osta del Parco, ma la procura è di diverso avviso con un’interpretazione che, se accettata, suonerà come una vera e propria beffa per le decine di migliaia di cittadini che hanno dovuto chiedere  ai parchi nazionali italiani il nulla osta anche solo per mettere un bombolone per il riscaldamento della loro civile abitazione o fare una recinzione. Nessun adeguato approfondimento a giudizio degli opponenti da parte dei PM sulle inequivocabili omissioni relative all’applicazione della Direttiva “Seveso” sulla prevenzione degli incidenti rilevanti (D.lgs.105/2015) segnalate dalla S.O.A. in plurimi esposti con decine di allegati che dimostrano come i Rapporti e i Piani di sicurezza fossero o scaduti da anni al momento degli esposti o addirittura mai approvati. Solo dopo gli esposti dei cittadini gli enti hanno regolarizzato il tutto approvando Rapporto di Sicurezza e Piano di Emergenza Esterno, peraltro con pesanti questioni rimaste sul tavolo sul comportamento degli enti anche nell’iter di approvazione come emerge chiaramente dai documenti citati nell’opposizione all’archiviazione. Nessun accenno a tali aspetti, ai fatti e alle eventuali scusanti nella richiesta di archiviazione formulata forumulata dai PM su questi temi ampiamente trattati negli esposti. Come mai? Eppure ci sono anche questioni non banali, come quelle connesse al rischio sismico, sollevate da documenti della protezione civile nazionale, incredibilmente omesse dagli enti”.

“Per non parlare degli aspetti dei titoli edilizi sollevati negli esposti del 2018, con gli stessi laboratori che in una recente nota ammettono di aver depositato a novembre 2019, a indagini già chiuse, al Comune di L’Aquila la SCIA in sanatoria per il bunker di cemento armato costruito nei laboratori per schermare le radiazioni dell’esperimento LUNA MV. Come mai la Procura non si è accorta della mancanza del titolo edilizio che con tutta evidenza non c’era al momento degli esposti e delle indagini? Come mai non si è accorta che il bunker era stato costruito prima di ottenere anche la Valutazione di Incidenza Ambientale e la Verifica di Assoggettabilità a V.I.A. (procedimenti avviati solo dopo gli esposti e conclusisi favorevolmente per i laboratori solo un mese fa con tanto di sanzione da 35.000 euro)? Come mai non fu emesso alcun provvedimento rispetto al manufatto, quando invece si è arrivati a sequestrare l’acqua messa in pericolo e non la fonte del pericolo? Questi e altri aspetti sono trattati nella richiesta di opposizione all’archiviazione che sarà discussa domani alle 15 davanti al GIP . La Stazione Ornitologica Abruzzese, difesa dall’Avv. Michele Pezone, ha chiesto approfondimenti investigativi allegando una lunga memoria con passaggi inequivocabili basati sugli atti. Al di là dell’eventuale sussistenza di reati, la documentazione che emerge disegna un quadro veramente sconfortante su quanto accaduto in questi anni. Tutto ciò in ogni caso rimarrà agli atti, comprese le azioni che sono state messe in campo dagli enti per cercare di regolarizzare la situazione solo grazie a questi esposti dei volontari della SOA, ed è per questo che riteniamo opportuno che siano conosciuti da quei cittadini che sono giustamente preoccupati del futuro della loro acqua e del loro territorio”.