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Donna morta in ospedale: Asl condannata ad un risarcimento di 900 mila euro

Lanciano. Per il decesso in ospedale di una donna di Lanciano, di 77 anni, la Asl Lanciano-Vasto-Chieti è stata condannata a circa 900 mila euro di risarcimento danni ai famigliari. La sentenza è del tribunale civile di Chieti, giudice estensore Camillo Romandini. Per i sanitari dell’ospedale di Chieti, dove la paziente era stata ricoverata l’8 ottobre 2012 per un intervento all’anca, poi deceduta il successivo 20 novembre, la donna era morta per vecchiaia (marasma senile), invece dal procedimento civile è stata accertata
la grave ed esclusiva responsabilità dei sanitari del nosocomio teatino. Dopo l’intervento di natura ortopedica sono subentrate delle complicazioni dovute ad emorragie, infezioni e nuove operazioni, anche al fegato che è stato danneggiato. Con un’importante sentenza il tribunale civile di Chieti ha così condannato la Asl al risarcimento totale di 846 mila euro agli eredi.

Difatti oltre ai tre figli, liquidati con 170 mila euro ciascuno, il giudice ha risarcito anche i cinque nipoti della donna, ognuno con 50 mila euro, e le tre nuore, 10 mila ciascuna, motivato dal forte legame affettivo. Nei confronti della paziente deceduta il risarcimento è stato di 56 mila euro per i giorni in cui è stata ricoverata. Danno non patrimoniale passato agli eredi. I famigliari sono stati patrocinati dall’avvocato Alessandro Di Martino. Perito di parte Giorgio Bolino di Roma. Nella sentenza si sottolinea inoltre che le responsabilità mediche sono emerse dall’attento lavoro del ctu Ildo Polidoro, di Pescara, che ha individuato, attraverso puntuale ricostruzione del percorso clinico, gli errori di carattere medicoinfermieristico e di intervento, sgombrando ogni dubbio sulle vere ragioni della morte della paziente.