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Dopo 12 anni l’inaugurazione del Polo del cuore di Chieti. Non mancano le polemiche

Chieti. Dopo anni di attesa è stata inaugurata la palazzina M dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, il cosiddetto “Polo del cuore”, che ospiterà i reparti di Cardiochirurgia, Cardiologia e Chirurgia Vascolare. Un’opera da 34 milioni e mezzo, 20 da un finanziamento nazionale e 15 dalla Regione, per cui ci sono voluti 6 anni di lavori e polemiche ed un iter burocratico durato 12 anni. Nel “polo del cuore” trovano posto impianti tecnologici, il blocco operatorio con la terapia intensiva cardiochirurgia da Infermieri ospedale corsia medici sanità12 posti letto, la degenza cardiochirurgia da 24 posti, il laboratorio di Emodinamica e gli ambulatori, 14 posti letto per le degenze, l’Utic con 20 posti letto, di cui 10 di terapia semi intensiva e la sala di Aritmologia, altri 16 posti letto per le degenze, ambulatori, studi medici e, all’11esimo livello, locali a disposizione. La struttura rispetta le norme di staticità e antisismicità, è dotata dei più moderni e sofisticati sistemi tecnologici e di impiantistica. Nelle prossime settimane inizieranno i trasferimenti dei reparti. Ad inaugurare il nuovo “Polo del cuore” c’erano il direttore generale Francesco Zavattaro, il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, l’assessore alla sanità Paolucci, il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, il rettore dell’università d’Annunzio Carmine Di Ilio e, a fare gli onori di casa, il primario della clinica Cardiochirurgica Gabriele Di Giammarco. Tra i grandi assenti il consigliere regionale Mauro Febbo (Forza Italia), che volutamente non ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione, spiegando in una nota i motivi della sua assenza. “È paradossale” ha scritto “sapere che all’inaugurazione del nuovo padiglione di Cardiochirurgia sono presenti illustri esponenti del Pd e del centrosinistra che più volte, in passato, hanno denigrato il progetto criticando la volontà della Regione di continuare a puntare e investire su un’eccellenza come quella di Chieti. Il sottoscritto ha sempre difeso e sostenuto la nuova Cardiochirurgia e ha sempre contestato chi ha pronosticato cinicamente il depotenziamento di questo reparto” continua “Resto basito  nel pensare che ad inaugurare la nuova Cardiochirurgia ci sia in pompa magna l’attuale governo regionale, che da mesi ha lanciato il progetto di realizzare nella ‘striscia di Gaza’ il nuovo ospedale dell’area metropolitana Chieti-Pescara, quindi annullare tutta l’alta specializzazione che in questi decenni è cresciuta anche con il contributo dell’università”.