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Dottoressa uccisa nel Teramano: forse accoltellata dal suo stalker, due sue denunce archiviate

Sant’Omero. Aveva terminato il suo turno di lavoro. Poi l’aggressione, intorno alle 16, al parcheggio dell’ospedale dove lavorava. Il suo assassino sembra conoscesse bene le abitudini di questa donna e medico, sapeva quando colpire. È morta uccisa a coltellate davanti all’ospedale di Sant’Omero, nel Teramano, dove era responsabile del day hospital oncologico, con profonde ferite da coltello al collo e al petto. Ester Pasqualoni, 53 anni, lascia due figli minori, una ragazza di 15 anni e un ragazzo di 17 anni. Un medico molto amato sia nella professione che a livello umano, come testimoniano i tanti colleghi giunti sul posto e i commenti su Facebook postati sotto i profili dei suoi amici. “Abbiamo idea di chi possa essere l’omicida e lo stiamo cercando”, ha riferito un investigatore aggiungendo che “si tratta molto probabilmente di una persona che dava fastidio alla vittima”. Verifiche sono in corso in merito a denunce che la donna avrebbe presentato. A dare conferma di quanto stesse accadendo è una sua amica, Caterina Longo. “Aveva presentato due denunce contro il suo stalker, ma erano state entrambe archiviate”.

L’uomo, dice Caterina Longo, la perseguitava “da diversi anni”, la “osservava e seguiva, sempre e dappertutto. Si era intrufolato nella sua vita non sappiamo neanche come, con artifici e raggiri. Non era un suo ex, non avevano niente a che fare, era solo ossessionato da lei”. E sempre Caterina su Fb aveva scritto: “”Quante volte sedute a ragionare di quell’uomo… quel maledetto che ti perseguitava… e non sono riuscita a risolverti questa cosa…..e me lo porterò dentro tutta la vita…..ti voglio bene”. E sotto una valanga di commenti di chi l’ammirava. Ad accorrere per primo subito dopo la tragedia un medico del pronto soccorso che era in servizio: “È morta tra le mie braccia. Una cosa assurda pensare che era Ester”, dice Piergiorgio Casaccia, che lì, in quella pozza di sangue non l’aveva riconosciuta. “Intorno c’erano evidenti segni di colluttazione, c’erano due borse in terra, il cellulare. Una cosa assurda. Poi c’è stata solo disperazione e pianto. Perché, chi, chi può volere del male a Ester?. Una persona che ha aiutato tutti i pazienti, anche di notte. Tra le mie mani ha fatto gli ultimi respiri. Assurdo pensare che era Ester”.

“Aveva presentato due denunce contro il suo stalker, ma erano state entrambe archiviate”. Lo riferisce all’ANSA Caterina Longo, amica di Ester Pasqualoni, il medico ucciso a Sant’Omero (Teramo). L’uomo, dice Longo, la perseguitava “da diversi anni”, la “osservava e seguiva, sempre e dappertutto. Si era intrufolato nella sua vita non sappiamo neanche come, con artifici e raggiri. Non era un suo ex, non avevano niente a che fare, era solo ossessionato da lei”.”Aveva presentato due denunce in autonomia, non da me ­ continua l’avvocato Longo ­ A me si era rivolta dopo l’archiviazione. Io le suggerivo di andare avanti, ma lei non voleva problemi. Era stanca ed era rimasta malissimo per l’archiviazione. Era andata dove pensava di potersi far proteggere, ma così non è stato. È il sistema italiano purtroppo”. “Voleva che lui la lasciasse in pace e voleva vivere serenamente e far stare tranquilli i suoi due figli. Lei era per la pace, era per la vita. Incontrava la morte e il dolore tutti i giorni a causa del lavoro che faceva e non ne voleva altro. Nella sua vita privata voleva solo stare tranquilla. Era buona, vitale. C’era sempre per tutti”, conclude Caterina Longo.