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Dove sono finiti i nostri dritti? Gli studenti del Liceo Musicale chiedono di essere ascoltati

L’Aquila. “Ai nostri giorni ovunque ci voltiamo, sentiamo sempre la stessa cosa. Bisogna “aiutare a crescere” le nuove istituzioni, “sostenere” i patrimoni del nostro paese e “essere orgogliosi” di tutto ciò che é diverso. Eppure nella nostra situazione nulla di tutto ciò accade.” Inizia cosi la lettera di appello degli studenti del Liceo Musicale, scrmaxresdefaultitta per chiedere ascolto. “Esattamente cinque anni fa, un anno dopo la tragedia che colpì le nostre terre, a L’Aquila venne aperto il Liceo Musicale. Un’occasione unica e imperdibile per molti ragazzi che, come noi, volevano e vogliono approfondire la loro passione. Attraverso una serie di materie specifiche (quali ad esempio Tecnologie Musicali, Teoria Analisi e Composizione e Storia della musica) e le materie comuni, viene promessa una formazione completa che poi ci indirizzerà verso una laurea specialistica. Durante questi primi cinque anni, se pur con alcune difficoltà, siamo riusciti sempre a farci sentire, ma oggi viviamo una situazione molto diversa: all’inizio di quest’anno siamo stati accorpati ad altri Licei, tra cui il Liceo Classico. Ci siamo dunque visti sfilare sotto agli occhi tutta una serie di diritti che ci sono stati negati. Ad esempio siamo stati privati della nostra segreteria, un’identità amministrativa di cui ogni scuola avrebbe bisogno. Abbiamo anche ricevuto il divieto di entrare a scuola durante il pomeriggio per esercitarci nelle materie che richiedono un’attrezzatura specifica (Tecnologie Musicali) e che la scuola ci fornisce. Attualmente siamo in un MUSP, una realtà con cui abbiamo fatto subito i conti. Eppure per mancanza di aule e di un auditorium siamo ancora costretti a fare prove d’orchestra e di ensamble nei corridoi.  Troppe volte non abbiamo avuto la possibilità di esibirci per mancanza di spazi e iniziamo a chiederci come mai non si stipuli qualche convenzione con strutture cittadine che vadano non solo a nostro beneficio, ma anche di chi ci ascolta (ad esempio l’Auditorium di Renzo Piano). Troppe volte siamo stati riempiti di promesse da cui non abbiamo ottenuto il minimo risultato”. In conclusione, gli studenti chiedono di “dedicare piú impegno a questo Liceo e non continuare a screditarlo attraverso una privazione continua di benefici. Noi studenti sappiamo qual é il nostro ruolo: fare musica. Chiediamo soltanto di essere ascoltati e di ottenere qualcosa di concreto dalle persone che hanno perso di vista il loro”.