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Dpcm, chiusura alle 18: assessore Cremonese rimette delega al Commercio

Assessore Alfredo Cremonese (FdI): rivolgo un appello a tutti gli assessori d’Italia a compiere lo stesso gesto

Pescara. “Rimetto con fermezza la mia delega al Commercio, per il Comune di Pescara, consegnandola al primo ministro Giuseppe Conte. Una decisione che, non appena letto l’ultimo Dpcm, ho comunicato al sindaco Carlo Masci, come sempre al mio fianco soprattutto nelle scelte importanti, come quelle che riguardano la vita delle persone”, ha dichiarato l’assessore al Commercio del Comune di Pescara, Alfredo Cremonese.

“Rivolgo un appello a tutti gli assessori d’Italia a compiere lo stesso gesto, mi rifiuto di pensare che ce ne sia anche solo uno favorevole a far chiudere le attività del proprio territorio alle ore 18. Chi lavora seriamente per i territori e cerca di fare il massimo per un comparto così vitale come il commercio , non può trovarsi di fronte un Governo cieco. E allora è giusto che Conte, se non dovesse
tornare sui suoi passi, si ritrovi solo ad assumersi una responsabilità così grande, quella di determinare la morte della classe imprenditoriale. Con questo decreto il Governo colpisce le attività produttive in maniera violenta, attestando tra l’altro il suo atteggiamento schizofrenico : prima indica a queste stesse attività come mettersi in regola per poter continuare a lavorare e poi le fa chiudere bruscamente ad un orario di cui ancora non comprendo il senso. Ma soprattutto, se il problema della salute pubblica imponesse davvero la chiusura di locali e ristoranti, così come di piscine e palestre e di altre attività produttive, che chiusura sia, ma non prima di aver comunicato agli italiani le adeguate modalità di ristoro necessario per vivere. Ritengo, cioè, che un Governo degno di essere definito tale, prima di chiudere abbia il dovere di sospendere i mutui, ad esempio, le tasse, e tranquillizzare i propri
cittadini attraverso il riconoscimento di appropriate risorse economiche, come ampiamente dimostrato durante il periodo del lockdown dalla maggioranza dei Paesi cosiddetti civili”.