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Dpcm, l’appello della Fin: non siamo l’ultima ruota del carro, con lo stop a rischio attività e lavoratori’

Il presidente abruzzese Carpente invia lettera a tesserati e società

Pescara. Dopo la chiusura delle piscine, come disposto dall’ultimo Dpcm, il presidente della Fin Abruzzo, Cristiano Carpente, ha inviato una lettera a tesserati e società, tecnici e gestori di impianti spiegando che “la dolorosa constatazione della realtà della situazione mette a rischio le centinaia di migliaia di persone che esercitano a vario titolo, nei nostri impianti e nelle nostre associazioni, e mette in serio dubbio il futuro del movimento, se non dovessero arrivare effettivi e concreti aiuti alle gestioni delle strutture. Sono già avviati da tempo stretti contatti con le autorità competenti, alle quali si sta spiegando che il mondo del nuoto non è, non può e non deve essere relegato all’ultima ruota del carro. Servono interventi importanti, per salvare un bene e un diritto altrettanto importante, lo sport”.

Il presidente della Fin abruzzese non dimentica di sottolineare il rammarico e l’incredulità per la decisone del Governo, arrivata “dopo una settimana in cui gli impianti natatori italiani hanno avuto oltre 200 controlli da parte dei Nas ed Enti preposti. E proprio gli stessi non hanno evidenziato alcuna criticità ribadendo l’eccellente professionalità degli attuali gestori, unita al grande rispetto delle regole di società e atleti praticanti. Lo sport insegna ai giovani il rispetto di princìpi e regole”, conclude, “per questo è ancora più difficile comprendere il perché di tale drastica decisione”.