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Duemila giorni dal sisma e aiuti zero per le imprese, Cioni: nuovo gesto eclatante

L’Aquila. Sono trascorsi più di duemila giorni da quel tragico 6 aprile 2009 ed il sistema delle micro e piccole imprese del Capoluogo e del comprensorio ricompreso dal sisma ancora attende provvedimenti delle Istituzioni Nazionali, Regionali e locali che potrebbero consentire di realizzare il tanto annunciato e mai realizzato rilancionicio economico, occupazionale e produttivo. “Abbiamo appreso nei giorni scorsi (anche se è sempre difficile discernere la verità vera tra fondi destinati e fondi disponibili) dello sforzo che il Governo e Parlamento stanno affrontando per assicurare, tra le tante difficoltà, i fondi necessari alla ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma. Tale sforzo è apprezzabile ed apprezzato, tuttavia, alla data odierna e di fronte ad una drammatica crisi che ormai da anni attanaglia le piccole imprese aquilane, che fanno i conti con i rubinetti delle banche non chiusi ma sigillati, ancora non si mette in campo una strategia di contrasto e non si individuano strumenti finanziari e di sostegno per le migliaia di piccole imprese del commercio, del turismo, dell’artigianato e dei servizi che continuano a chiudere i battenti”. A parlare è Celso Cioni direttore regionale di Confcommercio.  Insomma a duemila giorni dal terremoto provvedimenti zero tondo e oltre 700 aziende nel Comune dell’Aquila hanno chiuso i battenti negli ultimi 18 mesi (su circa 7.000 imprese iscritte). “Eppure – prosegue Cioni –  all’indomani del mio gesto eclatante in Bankitalia, il giorno successivo al mio grido accorato, autorevolissimi esponenti del Governo ci avevano assicurato un tempestivo intervento finanziario, della istituzione di un fondo rotativo di 20 milioni di euro per restituire almeno un po’ di liquidità di sopravvivenza per il sistema delle Pmi. E invece, ad oltre 300 giorni da quel 13 gennaio di Bankitalia, ad oltre 2000 giorni dal terremoto: provvedimenti zero”. “E quindi, a questo punto – si pone la domanda il direttore di Confcommercio-  ma non è per caso che servirà di nuovo un “gesto non convenzionale?” Spero proprio di poterlo evitare almeno stavolta”.