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Edimo: piano per sanare le spettanze arretrate. L’azienda in ristrutturazione per affrontare la crisi

L’Aquila. “Abbiamo predisposto un piano per sanare in tempi ragionevoli i pagamenti delle spettanze arretrate che riguardano la sola parte impiegatizia dei lavoratori, meno rilevante rispetto a quella produttiva”. Così la proprietà del Gruppo Edimo dell’Aquila, specializzato nelle grandi realizzazioni industriali, sulla questione del mancato saldo di due mensilità ai dipendenti. “Inoltre – continua la proprietà – l’azienda ha attivato un’azione di ristrutturazione e ottimizzazione della propria organizzazione, compresa, com’è giusto che sia in questo momento, la drastica riduzione dei costi, anche perché, subito dopo il terremoto del 6 aprile 2009, abbiamo commesso l’errore strategico di assumere decine di dipendenti per far fronte alla ricostruzione e, contestualmente, mantenere le commesse nazionali. Purtroppo, però, le cose non sono andate per il verso giusto, sia a causa della crisi economica, sia perché la ricostruzione non è partita nei tempi previsti e questo ci costringe a un drastico taglio di costi e di personale”. A spiegare la situazione economica del Gruppo che, tra dipendenti diretti e indotto, dà edimo-590x442lavoro a circa 700 persone, è Danilo Taddei, amministratore delegato della Taddei Spa, azienda di punta della holding. “Oltre che alla crisi economica su scala mondiale in atto da anni, le nostre difficoltà, che riteniamo peraltro momentanee, si devono anche alla carenza di liquidità causata da mancati pagamenti per circa 20 milioni di euro. Inoltre – sottolinea – ci sono contenziosi anche con la pubblica amministrazione per circa 35 milioni, dei quali 10 milioni relativi alla realizzazione del ponte sul Danubio in Serbia: questo contenzioso dovrebbe definirsi entro fine anno”. “Comunque, siamo un gruppo industriale che sta lavorando su più fronti tra le altre cose aprendo nuove occasioni di sviluppo su cantieri consolidati, per esempio negli aeroporti milanesi e, a livello internazionale, in Serbia e in Moldavia – continua Danilo Taddei, il primo dei tre figli del patron Carlo – Il nostro obiettivo è di arrivare dal fatturato attuale di circa 85 milioni a circa 100 milioni nel 2014 e altrettanti nel 2015, questa proiezione secondo dati consolidati e commesse”. “Il 20% delle commesse è nella ricostruzione post-terremoto – prosegue Danilo Taddei – Voglio sottolineare che sentiamo molto forte la responsabilità di dare lavoro a 700 persone tra dipendenti e indotto, e siamo consapevole di quanto sta accadendo, e che, a partire da no stessi, l’azienda sta chiedendo sacrifici ai propri dipendenti, sperando in una celere inversione di tendenza”, conclude l’amministratore unico della Taddei Spa.