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Effati Homayoun, 8 mesi senza stipendio: storia di un medico iraniano operante nel carcere di Sulmona

Solidarietà dalla Uil Pa Polizia penitenziria

Sulmona.”Non percepisce da ben otto mesi lo stipendio Effati Homayoun, un medico di origini iraniane operante da ben 15 anni presso il carcere  di massima sicurezza di Sulmona. È disperato a tal punto Effati da arrivare a chiedere aiuto ai media pur di permettere ai più ( magari anche per sensibilizzare chi di competenza ad adoperarsi più efficacemente dal punto di vista amministrativo) di  conoscere la disastrosa situazione, sia in fatto di dignità calpestata  che soprattutto  economica nella quale  si è suo malgrado venuto a ritrovare”, racconta Mauro Nardella segreterio generale territoriale UIL PA Polizia penitenziaria.
“Dopo 15 anni il dr.Effati afferma di essere ancora precario e con un compenso fermo ai valori del 2007. Non percepisce lo stipendio da moltissimi mesi  pur dovendo, in quanto possessore di partita iva, pagare le tasse così come regolarmente fa e volentieri  visto che da buon servitore dello Stato che lo ha accolto lo ritiene un dovere civico.
A Maggio si è visto assegnare gli stipendi relativi a Gennaio e Febbraio 2020. Da allora nessuna traccia di accreditamento parcellare è comparsa sul suo conto corrente”.
“Effati si dice dispiaciuto, amareggiato, addolorato e soprattutto triste per questa società che da sempre ha rispettato salvo poi essere così mal ripagato.  Il medico invoca l’aiuto del Direttore Generale dell’AS1 L’Aquila Avezzano Sulmona al quale chiede se sia al corrente dell’increscioso fatto. Al DG  Testa il medico penitenziario chiede il motivo del perché ciò accade e  soprattutto se conosce la realtà degli istituti penitenziari,le loro condizioni di lavoro, le  modalità operative e i compensi dovuti. Effati chiude la toccante lettera rimandando il tutto alla  scienza e coscienza dei responsabili di cotanto disagio”. Pronta è stata la solidarietà espressa da Mauro Nardella segreterio generale territoriale UIL PA Polizia penitenziaria il quale auspica una pronta risoluzione della triste vertenza.