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Elettrodotto: guai per la Terna. L’ottemperanza non c’è, avviata azione di reintegrazione del bene

Villanova. La storia che ormai racconta la surreale costruzione dell’elettrodotto Villanova-Gissi si arricchisce di un altro capitolo che potrebbe essere l’ennesima tegola che si abbatte sull’ormai contestatissima Società Terna Rete Italia S.p.A. La sig.ra Franca Colanero dopo essere stata vittima, l’8 luglio 2014, dei fatti accaduti in località S. Onofrio di Lanciano nel tentativo di presa in possesso del proprio fondo da parte dei funzionari della Società in questione, si è vista costruire l’impianto sul proprio podere senza che fosse stata perfezionata, in nessun modo, l’immissione in possesso. la linea della discordiaRicordiamo infatti che per quanto di estremamente grave accaduto, raccontato da tutti i mass media, il giorno 8 luglio 2015, l’immissione sul fondo della sig.ra Franca fu sospesa e non eseguita dando seguito ad una serie di denunce – querele da ambo le parti. Dopo l’8 luglio 2015 la sig.ra Franca non ha ricevuto, come di rito, nuovo decreto di immissione in possesso del proprio terreno ma di contro si è vista realizzare sullo stesso l’opera così, attraverso l’Avv. Pietro Silvestri del Foro di Lanciano, ha avviato l’azione di reintegra del proprio bene nei confronti della Società Terna Rete Italia S.p.A.; al Giudice Istruttore del Tribunale di Lanciano l’ardua sentenza il 18 febbraio 2016. Non riconoscere i diritti della sig.ra Franca, a parere del sottoscritto, è praticamente impossibile di contro, riconoscerli, significherebbe ordinare alla Società Terna Rete Italia S.p.A. l’immediata rimozione delle opere e di ogni altro ostacolo presente sul fondo quindi il collegamento tra il sostegno n. 95 e n. 95/1 dovrebbe essere rimosso. Se si considera che il tratto di linea in questione di fatto è in abuso assunto che, il Comune di Lanciano, in relazione alla costruzione dei sostegni nn. 95 e 95/1, con atto prot. n. 4607 ha avviato, dal 13 agosto 2014 quando i tralicci non erano stati ultimati, ai sensi dell’art. 27 del D.P.R. 380/2001 nei confronti della Società Terna Rete Italia S.p.A. il procedimento di abuso edilizio chiedendo, così come previsto dall’art. 28 del medesimo D.P.R. al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed alla Presidenza della Giunta Regionale, l’immediata sospensione dei lavori, senza vergognosamente ottenere ad oggi alcuna risposta dopo che il Ministero competente si è espresso non competente ed assunto che, il Direttore Generale Dr. Grimaldi del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare con Determina n. DVA-DEC-2015-000488 del 24/12/2015 ha evidenziato che il proponente per l’inizio dei lavori avrebbe dovuto attendere la conclusione positiva dell’iter di verifica di ottemperanza, iter di verifica di ottemperanza che ad oggi non si è concluso, il Giudice Istruttore del Tribunale di Lanciano il 18, oltre a rendere giustizia ad un cittadino vittima di un probabile ulteriore abuso, non farebbe un euro di danno nel far smantellare una linea che di fatto non poteva in nessun modo, ad oggi, essere costruita.