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Elezioni amministrative L’Aquila: campagna elettorale in sordina, pochi i big arrivati nella città terremotata

L’Aquila. A 10 giorni dalle elezioni, la campagna elettorale all’Aquila, il comune più grande ed importante tra quelli al voto il prossimo 11 giugno in Abruzzo, si segnala per l’assenza dei big dei partiti che vanno per la maggiore, in particolare Forza Italia, ma soprattutto il Pd. Dopo le primarie nazionali, i democrati, che sono il partito maggiore della coalizione uscente guidata dal non ricandidabile sindaco, Massimo Cialente, in sella per dieci anni, a 10 giorni dal voto non hanno inviato i pezzi da novanta a sostenere la riconferma del centrosinistra. Per il resto, nella città terremotata, la corsa elettorale non sta facendo registrare grossi sussulti, ma solo abboccamenti per il ballottaggio di forze minori con le due coalizioni. Saranno 24, due in più rispetto alle Comunali del 2012, le liste a sostegno dei sette candidati sindaco dell’Aquila, uno in meno dell’ultima tornata.

La sfida sembra polarizzata tra il centrosinistra, che ha rinominato la coalizione ‘civico progressista’ e ha perso per strada Rifondazione, e che candida il commercialista Americo Di Benedetto, ex democristiano, da 11 anni presidente della società idrica Gran Sasso Acqua, votato in modo bipartisan alle primarie vinte il 10 aprile. E, dall’altra parte, il centrodestra, riunito, dopo 15 anni, sulla figura di Pierluigi Biondi, dipendente pubblico, ex sindaco di Villa Sant’Angelo (L’Aquila) negli anni del post­sisma, per anni iscritto a Casapound, con cui aveva cominciato la corsa elettorale per poi allontanarsene quando il movimento di estrema destra ha ribadito che non avrebbe fatto alleanze con il resto del centrodestra. In corsa i civici, divisi in quattro gruppi: l’evoluzione delle entità che nel 2012 rappresentarono i movimenti postterremoto come le ‘carriole’, la coalizione ‘L’Aquila chiama’ che schiera Carla Cimoroni e tre liste, tra cui una di ispirazione Prc; l’ex vice sindaco di centrosinistra fino a poche settimane fa e, prima ancora, procuratore della Repubblica all’Aquila e Pescara, Nicola Trifuoggi, in campo con la coalizione ‘L’Aquila polis’ articolata in due liste; l’ex manager della Asl Giancarlo Silveri, a capo della lista del movimento ‘Riscatto popolare’; il Movimento 5 Stelle, che ha candidato Fabrizio Righetti. La seconda donna ad aspirare alla fascia tricolore dopo la Cimoroni è Claudia Pagliariccio, schierata da Casapound Italia che corre in solitaria dopo la rottura con Biondi.