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Emergenza coronavirus, Biondi: strategia sanitaria unica. L’Aquila hub virus

Sindaco capoluogo Abruzzo: comitato a lavoro contro emergenza

L’Aquila. Una strategia di intervento unica provinciale con tanto di protocollo per affrontare e contrastare in materia più efficace la emergenza della seconda ondata innescata dalla drammatica impennata di contagi da settimane in atto nella provincia dell’Aquila: a questo stanno lavorando i primi cittadini dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Sulmona, Anna Maria Casini, e di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, e di Castel di Sangro, Angelo Caruso, componenti del comitato ristretto dei sindaci i quali stanno agendo “in collaborazione con i vertici della Asl provinciale”. In tal senso, sarebbe stato già elaborata una prima bozza vicina alla operatività, quindi, si sarebbe vicini alla operatività in un momento nel quale c’è emergenza per la coerenza di posti letto, tamponi e, soprattutto personale.

E’ il sindaco dell’Aquila Biondi, presidente del comitato ristretto, a fare il punto. “Secondo me oltre al grande lavoro per reperire posti letto nelle varie strutture ospedaliere, va predisposta ed attuata una strategia unica provinciale insieme agli altri sindaci che va nella direzione di aziendalizzare il piano non sui singoli presidi ma sulla intera provincia. L’Idea portante è un covid hub all’Aquila con gli altri ospedali a supporto e solo per eventuali cure a bassa intensità, fatta eccezione per il reparto di malattie infettive e dell’area grigia dell’ospedale di Avezzano. Ci saranno aree triage, pre triage e osservazione breve”.

“Vista la situazione di emergenza coloro che accedono in ospedale devono essere smistati tra reparti covid e no covid che devono avere percorsi individuali”, spiega ancora Biondi, “anche il personale, il problema principale in questo drammatico momento, sarà razionalizzato e gestito su base provinciale: occorre una strategia aziendale perché ad esempio medici ed infermieri di area critica e terapia intensiva non si possono reperire tra i neo laureati essendo professionisti di alta formazione e specializzazione che quindi devono essere individuati nei pronto soccorso, nelle sale operatorie che saranno ridimensionate con il rinvio di interventi differibili, e nelle altre terapie intensive del territorio”, conclude. Secondo quanto si è appreso, il protocollo è in via di definizione e sarà presentato con il direttore generale della Asl, Roberto Testa.