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Emergenza coronavirus, nuovo allarme del personale sanitario: carenza di protezione individuale e mascherine

L'allarme della Fials: "si chiedono urgenti provvedimenti di tutela"

L’Aquila. Nuovo allarme del personale sanitario nel pieno dell’emergenza coronavirus. A sottolineare le moltissime segnalazioni giunte all’organizzazione sindacale della Fials il segretario generale provinciale, Simone tempesta, che mette in luce il quadro del personale sanitario “senza dispositivi di protezione individuale,carenza di mascherine a partire da quelle chirurgiche per arrivare alle ffp2 ed ffp3. Gli operatori sanitari sono fortemente preoccupati per la loro salute e quella dei loro familiari. Finora l’atteggiamento di molti dirigenti e coordinatori di unità operative, salvo rari casi, è stato quello di minimizzare il problema, cercando di far passare il concetto secondo il quale “non sono necessari i DPI se non per pazienti altamente sospetti o confermati positivi”, spiega Tempesta, “tale modo di operare sta influendo negativamente sull’aspetto motivazionale ed emotivo del personale che in una situazione di sovraccarico di lavoro che si aggiunge a quella in cui verte già da anni, deve preoccuparsi anche del rischio di contrarre una patologia altamente virulenta e  potenzialmente letale”.

“A tale situazione”, precisa il segretario generale provinciale della Fials, “si è aggiunta la circolare con numero di protocollo 0058372 del 13 marzo a firma del direttore generale, del direttore sanitario e del direttore amministrativo della Asl con ad oggetto indicazioni per l’uso dei dispositivi di protezione individuale asl1 Abruzzo secondo la quale se un paziente che si trova in uno studio medico o una stanza di degenza non presenta sintomi respiratori, per gli operatori sanitari sono sufficienti le precauzioni standard quindi non occorre indossare neanche la mascherina chirurgica riservata alla sola presenza di sintomi respiratori insieme a guanti e protezioni oculari. Vale a dire che il paziente senza crisi respiratorie può essere sottoposto a tutte le pratiche mediche senza l’utilizzo di Dpi. Chissà come reagirebbero i firmatari della circolare se un medico o un infermiere a fine turno andasse loro a stringere la mano?”

“E’ evidentemente paradossale che in tutti gli ambienti e in qualsiasi circostanza debbano rispettarsi le norme di sicurezza emanate tranne che nel rapporto tra operatore sanitario e paziente”, prosegue, “le decisioni prese dalla Asl1 in merito al modo di fronteggiare l’emergenza sanitaria sarebbero basate sul presupposto che le persone asintomatiche e paucisintomatiche molto difficilmente riescono a trasmettere la malattia ma se in Italia stiamo perdendo drammaticamente del preziosissimo personale sanitario perché viene contagiato dal virus significa che evidentemente qualcosa non funziona. Se vogliamo salvare i nostri “eroi” va urgentemente predisposto un nuovo protocollo che aumenti i livelli di protezione e che faccia in modo che tutti abbiano un quantitativo sufficiente di Dpi. Quello che appare è che quanto accaduto con l’epidemia Sars, dove il 21% dei casi di contagio nel mondo si sono registrati tra il personale sanitario, non abbia insegnato veramente nulla.

“È notizia di ieri che la grande maggioranza delle persone infettate da covid19, tra il 50 ed il 75%, a Vo è completamente asintomatica e rappresenta una grande fonte di contagio”, conclude Simone Tempesta, “ad oggi si ha la sensazione che il personale stia per essere lanciato in un assurdo “assalto alla baionetta” ma senza baionetta. Si chiedono urgenti ed indifferibili provvedimenti di tutela”.