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Emergenza Coronavirus, riapre all’Aquila struttura ospedaliera del G8 riservata ai contagi del Covid-19

Nella struttura sono previsti percorsi ad hoc per far arrivare i casi sospetti

L’Aquila. Creare un piccolo ospedale con una quindicina di posti letto da riservare a malati risultati positivi al Coronavirus nel cosiddetto “G8”, la struttura ospedaliera limitrofa al San Salvatore dell’Aquila, realizzata in occasione dell’evento mondiale che si è svolto all’Aquila nel luglio del 2009, successivamente al terremoto del 6 aprile 2009: tecnici ed operatori, su mandato del direttore generale della Asl provinciale, Roberto Testa, stanno lavorando nella struttura con l’obiettivo di aprire nel giro di una settimana. Secondo quanto si è appreso, alcuni dei posti letto saranno provvisti di respiratori.

La struttura integrerebbe l’azione del reparto Malattie infettive, diretto dal dottor Alessandro Grimaldi, nel quale sono disponibili dieci posti con stanze a pressione negativa: in un’ala vengono ricoverati i casi sospetti o conclamati, nell’altra prosegue l’attività ordinaria, naturalmente, vengono due percorsi assolutamente separati. Inoltre, è stata allestita da poco una stanza con i macchinari per assistere i pazienti con grave insufficienza respiratoria e per la diagnostica ecografica della polmonite.

Nella struttura sono previsti percorsi ad hoc per far arrivare i casi sospetti in assoluta sicurezza per gli stessi pazienti ed operatori. Nei giorni scorsi sull’utilizzo della struttura erano sorte polemiche in seguito alla ipotesi di alloggiare nella struttura persone in quarantena. Intanto, non è ancora stata attivata la tenda per il pre triage montata al di fuori del San Salvatore dell’Aquila. Nella Asl dell’Aquila non sono arrivati un sufficiente numero di materiali e dispositivi di prevenzione, come mascherine, tute, guanti e occhiali.