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Emergenza Covid-19 in Italia: la partita ancora non è vinta

Ministro della Salute, Roberto Speranza: ancora non siamo in un porto sicuro

“Guai a pensare che partita sia vinta”, ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, riferendosi alla pandemia di Covid-19 nel suo intervento al Meeting di Rimini.

“Abbiamo fatto pezzo di strada fondamentale ed è ora di guardare al futuro”, ha aggiunto. “Credo che siamo fuori dalla tempesta, ma non siamo in un porto sicuro e c’è bisogno ancora di grande livello di attenzione e di rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale. Un appello ai giovani, fra i quali si sta diffondendo recentemente il contagio da nuovo Coronavirus, perchè proteggano genitori e nonni. L’età media de contagiati è scesa a 30 anni”, ha detto il ministro riferendosi al dato contenuto nell’ultimo monitoraggio di Istituto Superiore di Sanità (Iss) e ministero. “Molti dei giovani contagiati hanno sintomi debolissimi o non hanno sintomi, ma presto il contagio potrebbe arrivare a genitori e nonni. Riapriremo le scuole, ma abbiamo bisogno del contributo straordinario delle cittadine e dei cittadini: è una sfida che vogliamo vincere. I numeri dell’epidemia dipendono dal comportamento di ognuno e le regole principali devono continuare a essere indossare la mascherina, rispettare il distanziamento di un metro e lavarsi le mani: sono queste le tre regole essenziali per vincere la sfida. Penso che gli italiani siano stati straordinari nei mesi del lockdown: la curva l’abbiamo piegata non solo nelle misure, ma nella profonda persuasione delle persone. Dobbiamo recuperare quello spirito di sfida”.

“Trasformare la crisi nell’occasione di una ripartenza per il Paese e riprendere a investire nella sanità pubblica”, è questa, per il ministro della Salute Roberto Speranza, “la nuova sfida nata dall’esperienza difficile della pandemia di Covid-19. La sfida delle prossime settimane è trasformare una crisi drammatica in sfida per la ripartenza”, ha detto il ministro nel Meeting di Rimini. “Penso che il tempo sia maturo per un grande patto per il Paese e per reinvestire nel Servizio Sanitario nazionale come investimento per il futuro”, ha aggiunto citando quanto Papa Francesco ha detto sul fatto che peggio di questa crisi c’è solo il rischio di sprecarla. “Per questo si deve ricominciare a investire nel Servizio Sanitario Nazionale. In cinque mesi sono stati spesi per la sanità pubblica più soldi che negli ultimi 5
anni e questo è accaduto anche per la crisi Covid, che ha mostrato quanto sia importante avere un Servizio Sanitario Nazionale in grado di affrontare l’emergenza. Ora possiamo dire in modo definitivo
che i soldi che si mettono sul Servizio Sanitario Nazionale non sono affatto una spesa pubblica improduttiva, ma un investimento importante sulla salute delle persone e un  patrimonio prezioso del Paese del quale prendersi cura. La stagione dei tagli è definitivamente chiusa”.