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Emergenza nella Marsica, macchinario e Asl1: confusione sulle delibere. Rimangono gli interrogativi

Avezzano. Chiaro? Non troppo, a dir la verità. In relazione alla comunicazione del direttore generale della ASl1, Roberto Testa la delibera 858 di maggio non riguarda alcun macchinario. Al massimo è la 856. Ma un refuso è possibile, in questo periodo. Sarà il troppo carico di lavoro del manager. Innanzitutto con la nota dell’8 maggio, si prevedeva un piano dell’emergenza Covid, mai aggiornato, secondo il quale si prevedeva L’Aquila come centro covid, lasciando pulite le altre strutture provinciali. Sembra che tale piano, in previsione della seconda ondata, non sia stato più discusso, o modificato, visto il collasso della struttura ospedaliera di Avezzano. Tornando alla questione macchinario, con la delibera 856 del 21 maggio si provvede al rifornimento di un sistema di biologia molecolare per HIV-RNA, HCV-RNA, HCV Genotipizzazione HEV-RNA. Nulla si legge quindi sul Covid-19.

Infatti, il rifornimento del macchinario fa capo ad un bando dell’anno precedente, esattamente il bando 152/2019 e l’acquisto viene aggiudicato a Maggio. Se poi, ci tuffiamo nella burocrazia Asl1, sembra che solo nella delibera 1238 del 14 luglio (con una nota di giugno) ci si è resi conto che questa strumentazione potesse effettuare analisi molecolari riferenti al coronavirus, con una cadenza analitica completamente superiore e con brevi tempi di risposta. Una botta di fortuna, quindi. Nella nota, vengono inoltre considerate le obiettive difficoltà sul mercato per l’approvvigionamento di strumentazione e materiali di consumo. Reagenti ad esempio. Si chiede così l’acquisto di reagenti per circa 6 mesi.

In tutto il testo della delibera, non si leggono riferimenti ad un macchinario per Avezzano di tali dimensioni e potenzialità. Nella delibera 856, si legge nel lotto n.7 sul rifornimento di due macchinari, uno per L’Aquila e uno per Avezzano, ma di specifiche diverse, molto similmente all’elaborazione rapida per le prestazioni del Pronto Soccorso. Rimangono gli interrogativi: se anche con nota privata, fosse stato richiesto alla Hologic un ulteriore macchinario, ciò sarebbe stato possibile solo dopo giugno (quindi dopo una prima fase completamente scoperti). Gli interrogativi restano: come mai, l’unica documentazione pubblica sul piano di emergenza risale all’8 maggio? Se la ditta, non aveva la disponibilità di un altro macchinario, possibile che dal 14 luglio non sia stata contattata un’altra ditta per il rifornimento?