The news is by your side.

Entra nel vivo la formazione Campus Peroni in collaborazione con il Crea, anche Teramo tra gli atenei coinvolti

Teramo. Entra nel vivo la formazione Campus Peroni, il progetto promosso da Birra Peroni, in collaborazione con il Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, con il coinvolgimento delle Università di Firenze, Teramo, Tuscia, Padova, Perugia e Salerno. A partire da domani prenderà il via il primo ciclo di seminari negli atenei di Firenze, Teramo e Tuscia. Le giornate di studio – dal titolo “Campus Peroni: la filiera integrata dell’orzo e della birra in Italia” – saranno dedicate agli studenti dei Dipartimenti di Scienze Agrarie delle tre Università, che avranno così la possibilità non solo di toccare con mano l’esperienza di successo di Birra Peroni e della sua filiera 100% italiana e approfondire – in linea con il curriculum di studio – temi, tecniche e modelli della coltivazione dell’orzo distico da birra, del mais nostrano, della gestione di una moderna azienda agricola.

Nel corso dei seminari saranno anche affrontati argomenti quali le evoluzioni e le prospettive per il miglioramento genetico dell’orzo distico da birra, le innovazioni nella gestione agronomica per la qualità e la sostenibilità ambientale, ma anche le tecnologie di trasformazione in malteria e le tecniche di precision farming per una produzione efficiente di orzo da birra. “Attraverso Campus Peroni”, sottolinea Federico Sannella, Direttore Relazioni Esterne di Birra Peroni, “l’esperienza maturata dalla filiera agricola di Birra Peroni diventa un patrimonio condiviso da trasmettere anzitutto alle nuove generazioni. Campus Peroni ha l’obiettivo di valorizzare, attraverso attività di formazione e ricerca, l’intera filiera nazionale, sostenendone il miglioramento continuo in un’ottica di tracciabilità e trasparenza nei confronti dei consumatori, ai quali vogliamo continuare ad offrire prodotti il cui grande valore deriva proprio dalla qualità delle materie prime utilizzate”.

“Le nuove sfide per il settore agricolo”, conclude Michele Pisante, professore di agronomia e coltivazioni erbacee all’Università degli Studi di Teramo, “saranno sempre più correlate a produttività e sostenibilità dei sistemi colturali, notevolmente influenzate dai cambiamenti climatici. Pertanto, solo metodi innovativi di gestione per coltivare in modo più efficiente e sostenibile, consentiranno ai nuovi professionisti ed agli agricoltori di analizzare in tempo reale le condizioni meteorologiche, l’umidità del terreno, la presenza e localizzazione di infestanti, monitorare lo stato di salute della coltura e tante altre applicazioni specifiche, indispensabili per ogni filiera produttiva, fino a raggiungere il consumatore finale”.