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Esperimento nucleare Gran Sasso: e se qualcosa andasse storto? Nadia Toffa messa alla porta da D’Alfonso

L’Aquila. La iena Nadia Toffa torna a far visita al governatore dell’Abruzzo, Luciano D’Alfonso. Questa volta il motivo riguarda le autorizzazioni rilasciate dalla Regione (e dal Ministero) per l’esperimento Sox, ovvero un esperimento nucleare condotto nell’Istituto di Fisica Nucleare del Gran Sasso con il cerio 144, sostanza rilasciata dall’esplosione di Fukushima, il più grave incidente dopo il disastro di Chernobyl. “Nelle viscere del Gran Sasso non c’è soltanto l’Istituto di Fisica Nucleare, ma anche una delle sorgenti d’acqua più pure d’Europa che dà da bere a oltre mezza regione”. In virtù delle numerose sostanze sostanze utilizzate negli esperimenti  l’impianto “è classificato ufficialmente a rischio di incidente rilevante”, dichiara Augusto De Sanctis del Forum H2O. E gli incidenti non sono mancati, uno nel 2002 con il trimetilbenzene ed uno nel 2016 con il diclorometano. “Nelle sperimentazioni non esiste la sicurezza assoluta, oltre all’errore umano ci sono in agguato anche fattori ambientali come terremoti e tsunami, è il caso di Fukushima” ha dichiarato il dottor Giuseppe Miserotti, referente ISDE effetti radioattività. Anche il Gran Sasso si trova in una zona ad altro rischio sismico, con quattro faglie attive proprio sotto il massiccio. Così la Toffa, per chiedere spiegazioni, si rivolge ai vertici regionali e nazionali. Il governatore preferisce non commentare e mettere letteralmente alla porta la Toffa. Mentre il ministro dell’ambiente Galletti dichiara di fare ulteriori approfondimenti in merito. “Un ipotetico incidente potrebbe inquinare la falda, l’intero Adriatico e tutta la catena alimentare” ha concluso il dottor Miserotti. Ciò che più inquieta è che l’esperimento, autorizzazto due anni fa da Regione e Ministero, stava per essere condotto in totale anonimato. A svelare l’arcano, come rivela Augusto De Sanctis, è stata una telefonata anonima.

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