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Esplosione fabbrica fuochi d’artificio a Casalbordino, il sindaco: sicurezza è cardine azienda

"Purtroppo l'incidente è sempre dietro l'angolo"

Chieti. “È una tragedia che ha scosso non solo Casalbordino ma tutta la nostra regione. Siamo distrutti anche perché parliamo di una azienda che fa della sicurezza il punto principe ma che purtroppo ha anche l’incidente dietro l’angolo”. Così il sindaco di Casalbordino Filippo Marinucci, sull’esplosione nella fabbrica di fuochi d’artificio in cui sono morti tre operai.

“Parliamo”, ha sottolineato il sindaco ricostruendo le ore successive alla tragedia, “di una fabbrica grande, che conta oltre 70 operai in venti ettari di terreno e dunque vasta, e con un’alta incidenza di pericolosità. Per quanto di conforto tutte le precauzioni sono scattate subito dopo l’incidente. Mi hanno detto e riferito che l’incidente si è verificato poco dopo le 14 vicino l’altoforno nella zona dello smaltimento delle polveri da sparo per cause da accertare. Al lavoro c’erano oltre cinquanta persone. Le tre vittime erano impegnate nello smaltimento delle polveri. Le condizioni di sicurezza sono sempre state massime. Conosco i titolari dell’azienda e anche una vittima che è mia compaesana. Facciamo prove di simulazione di esplosione per la sicurezza ogni anno come previsto per legge con tutti gli organi preposti ovvero vigili del fuoco, Polizia Municipale, Carabinieri, altre forze dell’ordine, Protezione Civile Regionale. Parliamo di una azienda che smaltisce materiale bellico e rendere innocuo bomber e mine che arrivano da tutta l’Italia. Si va a detonare gli ordigni bellici”, conclude, “recuperando le polveri che vengono bruciate”.