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Ex carcere minorile, Casapound: recuperare edificio per evitare promiscuità tra agenti e detenuti

L’Aquila. CasaPound Italia interviene per denunciare la difficile situazione logistica del Centro per la Giustizia Minorile di L’Aquila, sito in via Acquasanta.

“Il Centro”, afferma Claudia Pagliariccio, responsabile provinciale della tartaruga frecciata, “ospitava fino al sisma del 2009 un Istituto Penale per i Minorenni che contava 16 stanze per giovani detenuti e copriva il fabbisogno di Marche, Abruzzo e Molise. Con il pretesto dei danni provocati dal sisma e della temporanea inattività dell’Istituto, nell’aprile 2016 l’allora ministro della Giustizia Orlando ha decretato la sua soppressione, sottraendo alla città nel silenzio generale non solo un presidio di legalità, ma anche un’importante fonte di economia per il territorio, derivante dall’indotto del carcere e dalla presenza di decine di agenti di polizia penitenziaria”.
“Del vecchio carcere minorile”, prosegue l’esponente di CasaPound, “oggi rimane solo un Centro di Prima Accoglienza, dove i minori vengono temporaneamente collocati in attesa di essere trasferiti presso altri istituti di pena dopo l’udienza di convalida. A ciò si aggiunga che, dopo il sisma del 2016 e l’inagibilità dichiarata della palazzina ex CGM, anche il personale di Polizia Penitenziaria ha dovuto trasferire i propri uffici nell’edificio del Centro, trovandosi così a dover svolgere il proprio lavoro in condizioni logistiche proibitive, a stretto contatto con le stanze destinate ai giovani detenuti e senza poter fruire di spazi adeguati per la caserma agenti, la mensa e lo spogliatoio”.
“Questa situazione di promiscuità genera evidenti disagi e necessita di essere risolta”, continua, “anche tenuto conto che esiste un altro edificio del vecchio carcere minorile, riparato con ingenti investimenti a seguito del terremoto del 2009, che potrebbe essere reso disponibile agli agenti penitenziari con piccoli interventi di ristrutturazione: si tratta di una palazzina che non è stata ceduta all’Università dell’Aquila nell’ambito degli accordi stipulati tra 2015 e 2016 ed è rimasta dunque di proprietà del Demanio”.
“Non si capisce dunque”, conclude Pagliariccio, “come, dopo le spese sostenute per la sua riparazione, si possa abbandonare a se stesso questo immobile, costringendo gli agenti e i minori detenuti a una difficile convivenza in spazi ridottissimi. Come CasaPound continueremo a seguire questa incredibile vicenda, sollecitando le amministrazioni interessate ad adottare i provvedimenti necessari per la risoluzione della problematica”.