The news is by your side.
Consorzio Vini D’Abruzzo 3

Export, Cna Abruzzo: l’automotive al +11% in particolare nel pescarese. In negativo altri settori

Pescara. Nell’export dell’Abruzzo alle grandi aziende dell’automotive del Chietino si aggiungono le imprese del Pescarese. Lo rileva lo studio realizzato per la Cna Abruzzo da Aldo Ronci, che ha analizzato l’andamento delle esportazioni nel secondo trimestre del 2018. Tra aprile e giugno di quest’anno – secondo la ricerca presentata oggi a Pescara dal presidente e dal direttore regionale della Cna Abruzzo, Savino Saraceni e Graziano Di Costanzo – i mezzi di trasporto hanno registrato un incremento di 115 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, mentre l’insieme degli altri prodotti esportati e’ calato di 44 milioni. In valore percentuale, l’export dei mezzi di trasporto cresce dell’11%, superiore al 6,8% nazionale, secondo lo studio, mentre il resto del paniere dei prodotti destinati alle esportazioni cala del 3,8%, dato in controtendenza rispetto a quello nazionale (+3,7%).

Il Pescarese fa registrare un aumento di ben 86 milioni di euro su un totale di 115, con il 720% di aumento e destinazioni che riguardano soprattutto i mercati sudamericani. Nel Chietino l’incremento si ferma a quota 32 milioni (+3,2%). Le variazioni dell’export nelle province abruzzesi sono disomogenee: a Pescara, grazie ai mezzi di trasporto, nel secondo trimestre del 2018, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, cresce di ben 80 milioni, all’Aquila di 13, a Teramo rimane stazionario, mentre a Chieti decresce di 17. Se l’insieme dell’export regionale nel primo trimestre dell’anno precedente aveva fatto segnare 2.196 milioni di euro di fatturato, dodici mesi dopo la quota sale a 2.267, con un incremento di 71 milioni di euro. E con un aumento, quanto alle destinazioni, sia in direzione dei Paesi aderenti all’Unione europea che ai Paesi extra Ue. Ma se l’area dei mezzi di trasporto fa sorridere l’Abruzzo, a preoccupare al contrario e’ tutto il resto del mondo produttivo abruzzese, eccezion fatta per abbigliamento e pellami (+ 16 milioni; 17,5% in piu’), gomma e plastica (+1;3; +7,8%) prodotti elettrici (+7; +11,8%). Per tutti gli altri, andamento negativo, come dimostrano i numeri degli apparecchi elettronici (-5; -8%), dei prodotti alimentari (-7; -5%), dei farmaceutici (-7; -8,4%), dei prodotti in metallo (-8; -6,5%), dei macchinari e apparecchiature (-64; -25,8%).

“I dati suonano a conferma soprattutto delle difficoltà che incontra il mondo della micro impresa e dell’artigianato, cioè quello meno attrezzato ad affrontare le sfide poste dai mercati esteri e dalla globalizzazione”, afferma Saraceni. “E che proprio per questo e’ più bisognoso di sostegno pubblico e di politiche in grado di consentire loro di attrezzarsi con più efficacia a queste sfide”. Di Costanzo ha posto l’accento “sui limiti e i problemi che piu’ in generale la nostra regione manifesta: perché a fare il paio con i limiti che segnalano le nostre esportazioni, ci sono anche i dati relativi alla scarsa capacita’ di spesa dei fondi comunitari da parte dell’Abruzzo”.