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Fanno entrare illegalmente giovani albanesi per farle prostituire, in manette tre persone

Pescara. La Squadra Mobile della Questura di Pescara, in collaborazione con la Squadra Mobile della Questura di Modena, a seguito di una attività investigativa coordinata dalla Procura del capoluogo adriatico, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di tre albanesi, due uomini e una donna, indiziati di avere fatto entrare illegalmente in Italia giovani connazionali al fine di sfruttarne la prostituzione. Le tre misure sono state eseguite nella giornata di ieri a Pescara, a Maranello (Modena) dove si trovava la ragazza e nella casa circondariale di Lanciano (Chieti), dove uno dei tre era già recluso. A coordinare l’indagine è stato il Pm della Procura di Pescara Gennaro Varone che ha richiesto le misure poi emesse dal Gip del Tribunale di Pescara Antonella Di Carlo. Come ha spiegato in una conferenza stampa il V.Q.A. Dante Cosentino, l’operazione è collegata a quella del 29 aprile quando la Polizia di Stato stroncò un traffico della prostituzione gestito a Pescara da gruppi di albanesi e romeni.

Quell’indagine, proseguita nei giorni e nelle settimane seguenti, ha portato alla nuova svolta di oggi. La Polizia ha accertato che il gruppo albanese continuava a far entrare ragazze in Italia e in Abruzzo per avviarle alla prostituzione. In particolare il terzetto, in questa seconda fase dell’inchiesta, aveva sfruttato due ragazze albanesi e una romena. Una delle tre giovani, una ragazza di 24 anni, cittadina albanese, fu fatta arrivare in Italia il 13 aprile scorso. Un’altra di 22 anni nelle settimane successive. Il modus operandi del terzetto era semplice e collaudato. Con la promessa di un lavoro nel settore turistico, le ragazze venivano infatti fatte arrivare via mare in Italia da Valona (Albania) e poi avviate alla prostituzione. Dopo gli arresti del 29 aprile, il gruppo, per far fronte alle spese legali, si era prodigato per far arrivare le giovani in Italia, e sfruttarle, per poi utilizzare i soldi guadagnati per pagare le spese legali. Gli agenti della Mobile Pescarese hanno poi scoperto che uno dei tre albanesi, per qualche giorno, ospitò, in una casa Ater occupata abusivamente in via Rigopiano, alcune giovani da farle poi prostituire. Il 29 maggio scorso l’immobile Ater fu sottoposto a sequestro preventivo da parte della Squadra Mobile, e così liberato. Le indagini non sono concluse.