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Farmacie: 1 su 10 ‘a battenti chiusi’ durante emergenza, per 90% difficoltà mascherine. Ecco l’analisi dei dati

Emerge dal Rapporto "Il ruolo delle farmacie e la loro relazione con i cittadini nell'emergenza Covid-19", presentato da Cittadinanzattiva

Durante la fase 1 dell’emergenza coronavirus la maggioranza delle farmacie (l’86,3%) non ha modificato gli orari di apertura, ma il 10,4% ha fornito il servizio a “battenti chiusi”. Si è trattato spesso di quelle più piccole, in aree con elevato numero di contagi, che hanno dovuto lavorare a “battenti chiusi” per garantire la sicurezza, dispensando comunque farmaci attraverso uno sportello. Emerge dal Rapporto “Il ruolo delle farmacie e la loro relazione con i cittadini nell’emergenza Covid-19″, presentato da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma e con il contributo incondizionato di Teva. Tra luglio e ottobre hanno risposto a un’indagine e una survey 633 farmacie e 664 cittadini.

La rimodulazione dell’attività nel 63% dei casi non è stata percepita dai cittadini come una difficoltà, mentre per la restante parte ha avuto ripercussioni, specie per i servizi erogati(24,5%). Il 15,6% delle farmacie ha sospeso gli screening, l’8,8% i test diagnostici di base. In positivo, preparazione galenica e consegna di farmaci a domicilio non sono mai stati sospesi rispettivamente nel 74,9% e 63,5% dei casi. Il 63,1% delle farmacie ha aumentato la consegna a domicilio dei farmaci durante la pandemia, un servizio gestito nella maggior parte dei casi direttamente (67,1%), oppure da Protezione civile e Croce Rossa, o affidato ad associazioni di pazienti, organizzazioni.”Nel nostro Paese – spiega Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva- la pandemia ha messo in luce la fragilità di un sistema sbilanciato sull’ambito ospedaliero rispetto all’assistenza territoriale, il cui potenziamento non è più differibile a partire da nuovi modelli organizzativi cui tutti siamo chiamati a contribuire.Pur con le difficoltà che tuttora caratterizzano il contesto operativo, è importante riavviare la sperimentazione della Farmacia dei servizi”.

Durante la fase 1 dell’emergenza, il 90% delle farmacie ha avuto difficoltà nell’approvvigionarsi delle mascherine, l’86% di termometri, saturimetri e alcol, il 73% ha registrato carenze di gel disinfettante e il 66% di guanti. Il 44,4% dei cittadini, nella prima fase, ha avuto difficoltà a reperire in farmacia le mascherine a prezzo calmierato. S Le farmacie, poi, sotto l’occhio attento delle autorità: il 59,2% ha registrato una ispezione da parte della Guardia di Finanza, il 3,9% si è vista sequestrare i Dpi che vendeva. I dispositivi di protezione individuale (DPI) scarseggiavano per la protezione degli stessi farmacisti: solo il 27% dichiara di averne avuto una disponibilità immediata per sé e i propri collaboratori.