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Fase 3, fiori made in Italy in crisi assediano piazze e statue: in Abruzzo coinvolte Avezzano e Pescara

Un sos per i vivai italiani colpiti dall’emergenza coronavirus

Avezzano. Piazze e statue, marciapiedi e scalinate, fontane e gondole delle principali città italiane trasformati per la prima volta in “giardini per un giorno” con i fiori e le fronde dei vivaisti italiani messi in ginocchio dalla crisi generata dal coronavirus per il lockdown e la pioggia di disdette per la cancellazione di matrimoni, eventi e cerimonie come mai era accaduto nella storia del nostro Paese.

 

Una mobilitazione nel pieno rispetto delle misure di sicurezza anti virus a colpi di petali e colori organizzata dalla Coldiretti in collaborazione con Affi, l’associazione Floricoltori e Fioristi Italiani, e Federfiori in programma domani,  dalle 9.30 lungo tutta la Penisola, da Venezia con la gondola fiorita in Piazza San Marco fino a Napoli in piazza Mercadante con la statua infiorata fino alla Capitale. Ma sono coinvolte tutte le principali città italiane, da Milano a Torino, da Trieste a Palermo, da Portovenere in Liguria a Lecce, da Catanzaro a Livorno, da Trento a Rimini, da Pescara a Matera, da Perugia a Cagliari, da Aosta ad Ancona e a San Marino per dare la possibilità a tutti di partecipare alla prima giornata nazionale dedicata al florovivaismo Made in Italy.

In Abruzzo, sono coinvolte due città: ad Avezzano una creazione floreale posizionata in segno di rinascita in piazza Risorgimento fin dalle primissime ore del mattino e a Pescara, in piazza della Rinascita (Salotto), nel cuore del centro cittadino, in cui verrà esposto a partire dalle 9.30 un carro fiorito ridondante di gerbere e garofani.

“Le composizioni floreali della durata di 24 ore per l’iniziativa “Ripartiamo con un fiore” sono il grido di dolore”, sottolinea la Coldiretti, “di un settore strategico per l’economia, il lavoro e la qualità della vita in Italia messo a rischio prima dalla concorrenza sleale di importazioni dall’estero e adesso dal crollo delle vendite causato dalla pandemia con il record storico negativo di piante e fiori mandati al macero”.