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Febbo: da quattro anni Abruzzo allo sbando, sarebbe da imbracciare i forconi contro chi l’ha ridotto così

L’Aquila. E’ un Mauro Febbo deciso e determinato quello che descrive lo situazione in casa centrodestra. Il consigliere regionale di Forza Italia, infatti, smonta le polemiche attorno ai mal di pancia interni alla coalizione, anche dopo la candidatura di Marco Marsilio.

“Tenderei a non definire come confusa la situazione della nostra coalizione di centrodestra. Il ruolo di presidente della regione è la più alta carica che si possa ricoprire e, quindi, le decisioni da prendere non possono essere prese in quarantotto o settandue ore”.

“La Lega, come Forza Italia, ha fatto un accordo nazionale e i patti vanno rispettati. Chiunque, non vedendosi individuare come nome di punta, avrebbe avuto a che ridire. E’ assolutamente normale, quindi, il malumore – o presunto tale – dei partiti. Ma questo è anche ciò che deriva da un’alleanza. Ne siamo consapevoli e ci stiamo prendendo il tempo necessario per decidere le nostre strategie”

Alla domanda su quali saranno gli sforzi che l’Abruzzo dovrà compiere per ripartire, Febbo ha le idee molto chiare: “prima di tutto dalla sanità, per ridare servizi ai territori, letteralmente espropriati di tutto ciò negli ultimi quattro anni. Poi bisogna ripartire dal lavoro, che non significa solo grande industria, ma anche pmi e terziario, settori letteralmente abbandonati. Pensiamo che da quattro anni non abbiamo un assessore al turismo e alla cultura. E’ incredibile, allucinante. Credo che ci sia da imbracciare i forconi contro chi ha fatto queste scelte, la cui gravità è palese, così come i risvolti a esse connessi”.

“E il turismo? Vogliamo dire quanto incide sul pil? Pensiamo che non abbiamo più una banca abruzzese e non finanziamo più il Cofidi, cioè non diamo la possibilità agli imprenditori che hanno difficoltà economica di accedere al credito. Rimandiamo indietro i soldi che Bruxelles ci dà per finanziare attività economiche, le stesse che sono la struttura portante della regione. E poi c’è da lavorare assiduamente sul ricongiungimento tra le aree interne e le zone costiere, è stata fatta una politica premiando solo un’area. Tutto il resto è stato abbandonato e basta leggere il Masterplan per capire chiaro e tondo dove si è cercato (“cercato”, perchè, all’atto pratico, è tutto fermo) di fare qualcosa”.

Abbiamo una rete viaria a pezzi e le aree interne ne hanno risentito in particolar modo. Come fanno, queste, a difendere il proprio territorio e a campare se non hanno la viabilità? Turismo, agricoltura, tutto svantaggiato senza che si sia intervenuto per porre soluzione ai problemi. Pensiamo al Gal: non si sa cosa sia stato fatto col PSR, sono tre anni che c’è e ancora non si vede nulla di concreto. O vogliamo parlare delle Zes? Promesse a mari e monti e a chi, magari, ne aveva realmente bisogno, non le hanno concesse. Da parte D’Alfonso, Lolli e Paolucci solo chiacchiere, questa è verità”.